LECTYO, LA NUOVA TERTULIA LETTERARIA ON-LINE

Nasce in Spagna una piattaforma per gli amanti della lettura e dei libri: Lectyo. Esistevano  già il collosso di Goodreads e altri gruppi di lettura in rete dedicati a uno specifico genere lettarario, come theromancebookclub.com. La novità di Lectyo è che si  rivolge a lettori in lingua spagnola con lo scopo di aumentare l’interesse per la letteratura che sta al margine dell’industria editoriale.

la nueva red social creada por la fundación Sánchez Ruipérez está orientada a los lectores en castellano. Trata de fomentar el interés por la literatura al margen de la industria. (El Pais)

L’idea è nata da Luis González con la fondazione Rupiérez, da 30 anni dedicata alla diffusione della lettura senza scopi di lucro. E’ proprio questo l’intento: creare un ponte tra lettori , autori e uno spazio di scambio di idee, commenti e proposte privo di interessi extraletterari, come ha spiegato l’ideatore stesso di Lectyo a El Pais:

Luis González, que tuvo su idea feliz esperando un vuelo en Lisboa, cree que todavía hay mucho margen para innovar: “Las redes sociales son una herramienta muy potente y admiro lo que ha conseguido Goodreads, pero han estado en las manos de los agentes inadecuados. Es hora de que lectores, industria y autores dialoguen en un espacio sin intereses extraliterarios”. (El Pais)

Provate a visitare il sito di Lectyo , e vi ritroverete subito nella  red de la gente de la lectura. Se vi sentite identificati in questa “rete della gente che legge”, allora dovrete solo registrarvi ed entrare in una comunità stimolante di lettori di Spagna e Latinoamerica appasionati di lettura e di libri.

 

Nel mondo ispanico esiste  anche Lecturalia , una rete con l’impostazione classica di valutazione da una a cinque stelle ed in Cina c’è Douban.

TERTULIAS 

La rete ha cambiato anche il modo in cui si legge, si scelgono le letture, si critica e si condividono le proprie esperienze letterarie. Prima esistevano solo i caffè letterari, le tertulias,  termine spagnolo che indica  incontri informali e periodici  in cui si ritrovano  persone interessate a un tema o a un aspetto della cultura, per discutere, informarsi o condividere idee e opinioni. Hanno avuto una importanza rilevante nei primi del’ 900 in Spagna con la nascita delle Avanguardie e la Generazione del ’27 di Federico Garcia Lorca. Di solito le tertulias avevano luogo nei caffè,  famoso il Café Gijón di Madrid.

Ora gli spazi si stanno aprendo a una platea più vasta e virtuale e le reti sociali aspirano a diventare le nuove tertulias literarias.

 

IL FUTURO DEL LIBRO PASSA PER L’AMERICA LATINA

“El futuro del libro pasa por América Latina”; è quanto sta emergendo dalla Feria Internacional del Libro (FIL) , fiera internazionale del libro che si tiene a Guadalajara, Messico, dal 30 novembre all’8 dicembre.  L’America Latina come forza trainante del mercato editoriale tanto dei libri  cartacei che digitali.   Anzi, le esportazioni verso l’America Latina hanno ammortizzato il calo delle vendite in Europa e soprattutto in Spagna.

“La confirmación de América Latina como amortiguador de la crisis de ventas en España…”

 

“La crisis en España, dice Armando Collazos, de Santillana, ha afectado con dureza a todos los editores, sin embargo, reconoce que los que tienen una posición fuerte en América Latina, como el grupo que representa, han podido amortiguar gran parte del impacto”

– El País

Nell’articolo de El País  dedicato alla fiera si parla di una coesistenza  possibile tra libri stampati  e e-book, la cui offerta è duplicata nel giro di due anni  in America Latina:

“la confirmación de la convivencia armónica entre el libro físico y el digital, y acorde a los porcentajes de la realidad que hoy es de un 80%-20%. En Latinoamérica la oferta de e-books se ha duplicado en tan solo dos años, al pasar del 8,6% al 16,9% del total.”– El País

 

Per la Spagna, l’esportazione di libri rappresenta il 30% del totale e, dopo l’Europa che è il principale acquirente, viene sicuramente  l’America Latina.

L’importanza di questa fiera è stata confermata negli anni poichè si è dimostrata una vetrina di rilievo per molti scrittori latinoamericani che hanno iniziato proprio da lì prima di raggiungere il  prestigio internazionale che oggi godono.

Direi quindi che sono da tener d’occhio le novità presenti alla FIL per capire le proposte della letteratura latinoamericana contemporanea. Alcuni nomi segnalati nel  País e che forse vale la pena di seguire:

“Hoy el turno es para el peruano Jeremías Gamboa, el chileno Antonio Díaz Oliva, la argentina Inés Garland, el brasileño Ricardo Lisias y el venezolano Carlos Sandoval, “

 

 

 

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IL DIFFICILE LAVORO DEL TRADUTTORE: “A WAR OF WORDS”

Translation

Due de i più quotati traduttori letterari inglesi a confronto: questa è stata l’insolito duello  che si è tenuto questa settimana al Free Word Centre in Farringdon: una guerra di  parole combattuta con le sole armi consentite: i dizionari. I due contendenti erano: Rosalind Harvey e Ollie Brock, esperti traduttori letterari dallo spagnolo all’inglese.

L’oggetto del contendere: la competenza e la capacità di rendere al meglio in lingua inglese la voce di uno scrittore.  In questo caso, il brano scelto è stato  tratto dal romanzo  La Fiesta del Chivo (The Feast of the Goat) di  Mario Vargas Llosa.

“they competed to best embody the author’s voice.” The Independent

 

Nell’articolo di The Independent  viene riportato anche un confronto tra gli estratti di due traduzioni dello stesso passaggio, tradotto  durante la competizione ( anche se sarebbe stato però più interessante se avessero riportato l’originale in spagnolo). Le due  traduzioni sono solo apparentemente simili, in realtà rivelano delle differenze di tono.

At first the English looks predictably similar but then differences appear that subtly alter its tone. Compare the following:

 

Brock: “The dark-blue surface of the sea, stirred up here and there in foamy patches, goes to meet the leaden sky at the distant boundary of the horizon.”

 

Harvey: “The sea, its dark blue surface disturbed by spots of foam, converges with a heavy grey sky on the distant horizon.” The Independent

Harvey, uno dei due traduttori, spiega così il difficile compito del traduttore : il traduttore deve rendere nella sua lingua la voce dell’ autore che sta traducendo, trovare quelle parole che l’autore stesso avrebbe usato se avesse scritto in inglese, e non in spagnolo come nel caso di  Vargas Llosa.

 ” to find the author’s voice in your language, to write the words they would have written if they could do so in English”.  The Independent

VI CONGRESSO INTERNAZIONALE DELLA LINGUA SPAGNOLA A PANAMA

Atlas sonoro del español – (Fernando Vicente)

Più di 200 esperti e scrittori si ritroveranno fino a mercoledì a Panama per il  VI Congreso Internacional de la Lengua Española  e fare il punto su una lingua parlata da ormai 500 milioni di persone.  E’ una lingua ricca e in piena evoluzione, e come la definisce El Pais:”lengua polifónica, policéntrica y en expansión”.

Un articolo di Sabogal sul EL PAÍS  lancia l’iniziativa di un “Atlante sonoro della lingua spagnola”:

“EL PAÍS ha pedido a 20 escritores del mundo hispanohablante, más Estados Unidos, que den el pie para crear un Atlas sonoro de las palabras más autóctonas del español. Narradores, poetas y ensayistas han elegido el vocablo que consideran que refleja mejor su país para que los internautas continúen con sus propuestas en el blog Papeles perdidos.”

 

EL PAÍS ha quindi chiesto a 20 scrittori spagnoli e latinoamericani di scegliere una parola che secondo loro riflette nel modo migliore il loro paese.

Mi ha colpito il termine particolare proposto dallo scrittore cileno Antonio Skármeta (l’autore de Il postino di Neruda” vedi post precedenti). Ha scelto la parola cilena “PATIPERRO”. ( da “patiperrear”:  , termine cileno per vagabondare, girovagare) perchè rappresenta la tendenza dei cileni a lasciare il proprio paese per inseguire sogni o per necessità. Come ha spiegato lo scrittore, la conformazione stessa del Cile, stretto tra il mare e le Ande, spinge  i suoi abitanti a rompere i limiti, ad andare oltre:

 “Encerrados en una tierra estrecha entre el mar y la cordillera de los Andes queremos romper límites, curiosear. El patiperreo con el lenguaje nos ha dado grandes poetas.”

 

Questo originale Atlante coincide anche con la presentazione a Panama del’edizione digitale del Diccionario de Americanismos, pubblicato dalla RAE e dall’associazione di 22 Academias de la Lengua.  Questa versione è disponibile per la consultazione gratuita in rete e contiene più di 70.000 entrate e circa 120.000 sinonimi, accezioni e varianti. Davvero prezioso!

 

BACK FROM IRELAND

Dopo un periodo di pausa,  con l’Irlanda nel cuore, riprende Creativepalabras. Come augurio per questo nuovo inizio, ho scelto un famoso Irish Blessing.

Sono numerosi i proverbi, le frasi augurali irlandesi che vengono utilizzate nelle cerimonie, in matrimoni  e in varie occasioni di incontro. Di solito trattano un tema centrale specifico: l’amicizia, l’amore, Dio, la prosperità, ma anche i soldi e il bere. Sacro e profano!

Ecco allora il più famoso e uno dei più antichi Irish blessing, di attribuzione incerta.

 

“May the road rise to meet you.
May the wind be always at your back.
May the sun shine warm upon your face.
And rains fall soft upon your fields.
And until we meet again,
May God hold you in the hollow of His hand.”

 

 

Trad.

“Possa la strada venirti incontro,
il vento essere sempre alle tue spalle
il sole riscaldarti il viso
e la pioggia cadere dolcemente sui tuoi campi
e fino a quando ci rincontreremo
possa Dio tenerti nel palmo della sua mano. “

 

MURPHY, IL PRIMO ROMANZO DI SAMUEL BECKETT: “A LONDON NOVEL”

Samuel Beckett (1906-1989)

The Guardian dà oggi la notizia che la prima stesura di Murphy, il  primo romanzo pubblicato dello scrittore irlandese Samuel Beckett è stato comprato dall’Università di Reading da un team con  a capo l’amico e biografo dello scrittore, James Knowlson.

In questo modo l’Università di Reading  per circa £1m si è aggiudicata uno dei  manoscritti più importanti in lingua inglese ancora in mano a privati:

“Reading University has become the new owner of “almost certainly the most important English language manuscript still in private hands”, after paying nearly £1m for a six-notebook draft of Samuel Beckett‘s first published novel, Murphy. “(The Guardian)

 

Il titolo del romanzo era originariamente Sasha Murphy ed è un  esempio unico nella produzione di Beckett. Beckett iniziò a scrivere Murphy nel 1935 mentre si trovava a Londra per sottoporsi a un corso di pscioanalisi.

Il manoscritto di Murphy di Samuel Beckett con le note dell’autore. . Photograph: Sotheby’s/PA

The Guardian la definisce “a London novel”: la storia di un giovane irlandese alla ricerca della realizzazione dei suoi sogni nella città. Continua a leggere

50 ANNI DI “RAYUELA”, IL GIOCO LETTERARIO DI JULIUS CORTÁZAR

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rayuela  compie 50 anni. E’ il romanzo più famoso dello scrittore argentino Julio Cortázar, pubblicato il 28 giugno del 1963 . In italiano il titolo è stato tradotto  “Il gioco del mondo” o “Campana”, in riferimento a  quel gioco che si giocava con gessetto e sassolino facendo uno schema sul marciapiedi.

Il protagonista di Rayuela è  Horacio Oliveira,  un eterno studente argentino che si muove attraverso la città e l’esistenza come attraverso le caselle del «gioco del mondo». Horacio compie un viaggio, al tempo stesso reale e visionario, da Parigi a Buenos Aires,  alla ricerca di sé nell’impossibile tentativo di dare un significato alla vita.  Sarà prima inserviente di un circo – la cui stella è un gatto matematico -, poi impiegato in un manicomio, sempre alla ricerca del Centro, della vera vita e soprattutto di Lucía, «la Maga», inconsapevole depositaria di ogni mistero e pienezza, l’unica che non dimentica che, in fondo, «per arrivare al Cielo servono solo un sassolino e la punta di una scarpa». E’ un uomo che  cerca disperatamente qualcosa, senza sapere esattamente che cosa. E’ il  romanzo della ricerca costante.

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LORCA E DALI’, LETTERE DI AMICIZIA E SEDUZIONE

Salvador Dalì – F.G.Lorca

Querido Salvador, Querido Lorquito (Elba) uno studio del giornalista Víctor Fernández riunisce per la prima la relazione epistolare tra il poeta spagnolo Federico García Lorca (1898-1936) e il pittore surrealista Dalì (1904-1989)  rivelando un insieme di amicizia, letteratura, arte e seduzione.

El Pais dedica un esteso articolo a questa nuova pubblicazione. I due artisti spagnoli si conobbero nella Residencia de Estudiantes di Madrid:

La relación entre estos dos genios se dio, con altibajos, entre 1923 y 1936, y dio pie, colaboraciones artísticas aparte, a un intenso epistolario, una particular conversación iniciada en 1925.

Víctor Fernández ha riunito la corrispondenza che Lorca mantenne anche con il padre e la  sorella di Dalì, Ana  María e con Lidia. Sono però sopravvissute ancora quaranta lettere scritte dal pittore a Lorca, mentre sono rimaste solo sette lettere di Lorca a Dalì. La spiegazione sembra si trovi  in un certo atteggiamento ostile nei confronti di Lorca sia da parte della sorella di Dalì, che della moglie.

Fernández cree que la explicación a la diferencia aparece si se busca a la mujer. En este caso, a dos: “Una es Ana María, que vendió mucho material de archivo de su hermano tras la Guerra Civil; la otra es Gala, que por celos destruyó otras muchas; entre los papeles de García Lorca ha sido hallada una anotación que reza: “Gala no me gusta”.

 

No hay nada explícito en las cartas. (…)  Continua a leggere

UN INEDITO J.RAMÓN JIMÉNEZ, TRA INFINITO E CARNE

El poeta Juan Ramón Jiménez, en una foto tomada hacia 1914. / EFE

Mi sono rimasti nella memoria i versi di J.Ramón Jiménez (1881-1958), poeta spagnolo e Premio Nobel per la letteratura nel 1956.  Una poesia famosa e significativa della sua poetica è Yo no soy yo da Eternidades :

Non sono io

sono colui che cammina accanto a me
senza che io lo veda,
che, a volte, sto per vedere,
e che, a volte, dimentico.
Colui che tace, sereno, quando parlo,
colui che perdona, dolce, quando odio,
colui che passeggia là dove non sono,
colui che resterà qui quando morirò.

Yo no soy yo. Soy este que va a mi lado sin yo verlo,  que, a veces, voy a ver, 
y que, a veces olvido. 
El que calla, sereno, cuando hablo, 
el que perdona, dulce, cuando odio, 
el que pasea por donde no estoy, 
el que quedará en pie cuando yo muera.

Mi ha subito incuriosito quindi l’articolo apparso su El Pais che annunciava la pubblicazione di Apartamiento, un libro di poesie inedite,  fino ad ora disperse e scritte a Moguer da  Jiménez, tra il 1911 e il 1912, un periodo di solitudine e di ritiro del poeta:

 libro de la época de soledad y retiro, de ese apartamiento del título, en Moguer.

Apartamiento è una novità assoluta, come sottolinea El País, con le sue 40 poesie inedite più altre 12 poesie del Libros de Amor che finalmente risulta una raccolta completa:

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LETTERE DI HENRY JAMES DA PALAZZO BARBARO, VENEZIA

Henry James ( 1843-1916) -Photograph: Bettmann/Corbis

“Letters from the Palazzo Barbaro”, è una raccolta di lettere che Henry James scrisse durante la sua permanenza a Venezia, non solo rivela aspetti meno noti della vita dello scrittore, ma soprattutto, il suo  profondo desiderio  di rimanere un “outsider“.

Già nella prefazione di Ritratto di signora (The Portrait of A Lady) , romanzo iniziato prima a Firenze e poi continuato a Venezia, James descrive inoltre  le molteplici suggestioni della città.

 “E’ un romanzo lungo,e io impiegai lungo tempo a scriverlo;ricordo di esservi stato molto impegnato,l’anno successivo, durante un soggiorno di parecchie settimane a Venezia. Avevo un alloggio sulla Riva degli Schiavoni, in cima a una casa accanto al vicolo che conduceva a San Zac-caria;la vita del molo,la meravigliosa laguna distesa dinanzi a me,e l’incessante chiacchiericcio umana di Venezia giunge-vano fino alle mie finestre, verso le quali mi par d’essere stato costantemente attratto, nell’infruttuosa impazienza della composizione, come per vedere se dall’azzurro canale non potesse profilarsi alla vista la nave di un qualche suggerimento esatto,di una frase migliore…”

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“TI SEMBRA IL CASO?” ERRI DE LUCA & PAOLO SASSONE-CORSI

Erri De Luca

Ti sembra il Caso?”, è da questa frase catturata per “caso” in una conversazione per strada, che nasce per Erri de Luca l’idea del titolo di questo libro, “una schermaglia tra un narratore e un biologo”. Lo scrittore è lo stesso De Luca  e lo scienziato è Paolo Sassone-Corsi , biologo molecolare che vive in California con la moglie  Emiliana Borrelli, neurobiologa nella stessa università. Sia Erri che Paolo sono originari di Napoli e la città spesso fa da sfondo ai oro ricordi nel corso delle mail che i due amici si scambiano da una parte all’altra dell’Oceano. I due iniziano a interrogarsi sull’ineluttabilità del destino e il Caso:

“Un ultimo pensiero: il fattore che più mi piace prendere in considerazione e che in proporzione sorprendente dà una forma alle nostre “tendenze”, è il Caso. Nel corso della nostra vita il Caso ci fa incontrare persone che ci cambiano, ci fa scoprire un vino straordinario, ci fa assaporare un tramonto inaspettato in un luogo che diventa indimenticabile. E il piacere, o dispiacere, che questi eventi casuali provocano ci porta a volerli riprodurre o fuggire – una memoria che si scrive sul genoma.

Il Caso mi sembra una forza rassicurante rispetto all’ineluttabilità della sequenza del Dna.” (Paolo da Ti sembra il Caso)

 

La risposta di Erri :

“Resto confuso del termine che impieghi: tendenza. Mi aspettavo un parolone scientifico, inaccessibile, un teorema, una formula chimica e invece: tendenza. (…)

… introduci la divinità laica del Caso. A Napoli se lo giocano al lotto, ma almeno cercano di estorcergli una probabilità maggiore attraverso la sequenza  dei ritardi dei numeri in uscita. Tu scrivi:il Caso. Io chiedo: ti sembra il Caso?

De Luca trae spunto per le sue provocazioni dalla vita quotidiana e solletica l’amico scienziato sugli argomenti più diversi. Continua a leggere

LYDIA DAVIS, vincitrice del Booker International Prize

Lydia Davis

Lydia Davis ha vinto il Man Booker International Prize, un premio che viene assegnato ogni due anni a una scrittrice in lingua inglese,  ma non britannica. Davis è una scrittrice di racconti, ma sarebbe meglio dire che è l’ideatrice di  un genere particolare di storie molto brevi che possono anche consistere di pochi paragrafi o frasi, fino a  un massimo di tre- quattro pagine. Per questo The Guardian la definisce “the shortest of all short story writers“. Continua a leggere

ANCHE GLI INGLESI FANNO ERRORI DI GRAMMATICA! NOVE SUGGERIMENTI PRATICI PER NON SBAGLIARE

Può servire come consolazione per molti studenti non proprio brillanti in inglese, sapere che anche 100 illustri accademici britannici hanno vinto il premio per “Bad grammar”.  La lettera di critica che questi professori universitari hanno indirizzato a Michael Gove – responsabile dell’educazione del governo inglese, colpevole di aver adottato un nuovo curriculum nazionale – è stata definita “simply illiterate” dalla Idler Academy Bad Grammar Awards, a causa dei molteplici errori di grammatica presenti e, certo, inaspettati, data la funzione di questi titolati professori.

The award is intended to draw attention to “the worst use of English over the last 12 months by people who should know better”.

 

“The 100 educators have inadvertently made an argument for precisely the sort of formal education the letter is opposing,”

(The Guardian)

La polemica ha trovato spazio in queste ultime settimane nei giornali britannici e soprattutto in The Guardian, con un interessante articolo di Thomas Jones che propone un elenco di  nove consigli pratici da seguire per scrivere in inglese con uno stile corretto, “nine grammatical conventions that, depending on context, you may – sorry, might – as well adhere to”.

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IN NOME DELLA MADRE, ERRI DE LUCA

ERRI DE LUCA

Ho preso in prestito il titolo di un testo singolare e intenso di Erri De Luca – “In nome della madre” –  per un omaggio alla figura della madre,  in occasione dell’imminente ricorrenza. Nel breve romanzo di Erri De Luca la madre è Maria, resa vera, carne e sangue, una donna impaurita ma forte, forte da sfidare leggi e villaggio senza mai abbassare la testa. Una donna che difende suo figlio.

L’immenso coraggio di questa piccola donna esce fuori, perché è solo grazie a lei che tutto si compie. Perché, se

“in nome del padre si inaugura il segno della croce, in nome della madre si inaugura la vita”. Continua a leggere