LA LECTORA FUTURA

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Per gli amanti dei libri, soprattutto di letteratura spagnola, è sicuramente interessante la notizia della nascita di una piattaforma web che permette di mantenersi aggiornati e partecipare a una vera e propria rete sociale del libro. La piattaforma si chiama La lectora futura ed è nata nel 2015 , ma è stata lanciata a fine 2016,corredata da una rivista digitale e da un bollettino giornaliero.

Offre quindi al lettore appassionato la possibilità di accedere gratuitamente a notizie sul mondo dei libri, ad eventi collegati al mondo della letterature e a tutte le novità del settore. Nell’intento del fondatore, La lectora futura è anche uno spazio di incontro tra scrittori, editori,librari e lettori. Uno scrittore può quindi anche mettersi in contatto con un traduttore e, a sua volta, un librario sarà subito aggiornato sulle nuove uscite e tendenze del settore.

Nella pagina di presentazione del sito, La lectora futura si presenta proprio come “habitat” del libro:

“La lectora futura es el hábitat del libro; el sitio donde encontrar toda la información sobre lo que está pasando y lo que va a pasar; el lugar donde localizar a todos los profesionales del sector, desde el autor hasta el librero. Noticias, novedades de publicaciones, agenda de presentaciones de libros, ferias, firmas, charlas, cursos… Todo a tu alcance con un solo clic.”

Il campo di interesse della piattaforma non si limita alla Spagna , ma si estende anche al mondo ispanoamericano con Lectora futura Messico, Perù e Argentina.

Buona lettura!

PERCHE’ RACCONTIAMO STORIE…HISTORY OF THE RAIN

Una nuova immagine del profilo, forse più identificativa: la foto parziale della libreria…giusto per ricordare che in creativepalabras si parla di libri, di scrittura, di letteratura in tutte le sue manifestazioni, di notizie, recensioni, commenti e curiosità letterarie.a

A proposito di passione per la lettura, c’è un libro che ho letto recentemente History of the rain (Storia della pioggia)  di Niall Williams in cui sono celebrati il piacere della lettura, l’amore per la letteratura e il potere curativo dell’immaginazione. Il libro è toccante, originale, “Irish” – come il suo autore nativo di Dublino-, e la prosa è poetica. Il “tu” dell’io narrante al lettore coinvolge da subito e fa entrare in un’atmosfera in cui la pioggia e l’elemento acqua -con tutti i suoi rimandi simbolici- accompagnano il lettore fino all’ultima pagina.

In History of the Rain, non solo l’importanza della lettura ,ma anche un richiamo al senso profondo della scrittura  perché

“Gli scrittori vivono in attesa di una risposta”

“Tutti raccontiamo storie . Le raccontiamo per passare il tempo, per dimenticare il mondo o capirlo meglio. Raccontiamo per scacciare il male di vivere ….We tell stories to heal the pain of living

IL MIO LORCA: PRESENTAZIONE DEL LIBRO “LE DONNE DI LORCA”

Le Donne di Lorca

Ho avuto il piacere  e l’onore sabato 15 ottobre di parlare del mio libro Le donne di Lorca presso la Società Letteraria di Verona, all’interno di una ricca rassegna “Lorca  que te quiero Lorca”, organizzata dall’Associazione italo -spagnola (Acis), con il patrocinio del Comune di Verona, della Regione Veneto e con il contributo dell’ambasciata di Spagna. Continua a leggere

UNA PORTA APERTA

Il 25 novembre sarà la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Vorrei proporre un mio racconto, UNA PORTA APERTA , che è stato inserito nel primo open ebook italiano, L’ Intimo delle donne, una raccolta di racconti che hanno come tema principale la violenza sulle donne. L’introduzione del libro è a cura  del fondatore di Libreriamo,  Saro Trovato, le prefazioni sono di Francesca Barra ( giornalista e scrittrice), Annalisa Monfreda (direttrice di Donna Moderna) e Luisa Pronzato ( coordinatrice 27ma Ora).

I racconti della raccolta sono introspettivi, parlano di  amori finiti male, di uomini che hanno illuso e ferito e descrivono i sentimenti più profondi delle donne.

La porta aperta del mio racconto vuole essere un’immagine di speranza, per un finale diverso in cui sia possibile il riscatto, il rispetto e la solidarietà.

Da  L’intimo delle donne:

UNA PORTA APERTA di Alessia Balan

«La pancia no!» aveva urlato: quel grido disperato, finalmente era uscito fuori. «Nooo!» «Basta!!!». Le parole erano risuonate forti, impellenti in quella stanza e ora dovevano solo diventare azione. Lui rimase spiazzato da quella reazione. Irene fece appello a tutte le sue forze, riuscì a divincolarsi e a sferrargli un calcio proprio là, dove lui si credeva più uomo. Il colpo dovette averlo ferito, tanto che lui gridò, la minacciò, forse le chiese aiuto. Irene si lanciò verso la porta d’uscita. «Non voltarti» «Non ascoltarlo» si ripeté, per non ricadere ancora una volta vittima dell’incantesimo della paura e della disperazione. «Devo scappare». Era il solo pensiero di sopravvivenza, mentre il cuore batteva impazzito. Con un gesto meccanico raccolse la borsa e poi si precipitò giù per le scale. Terzo piano, secondo piano, piano terra. Nella sua condizione non ci volevano tutti quegli scalini; le sembrò di aver smesso di respirare dall’affanno. Da troppo tempo il suo respiro era soffocato e timoroso, come se una semplice inspirazione potesse diventare motivo di disturbo. Era arrivata al punto di cercare di anticipare le richieste, di prevedere le mosse, gli scatti d’ira di quell ’uomo, doppiamente prigioniera di quel legame assurdo e sbagliato e di se’ stessa. La paura era diventata il suo stato d’animo abituale, si era impossessata delle sue giornate e delle sue azioni. Paura che qualcosa andasse storto e lo irritasse; paura di dire per non contrariarlo; paura di fare, per non sbagliare; paura di non aver fatto abbastanza, perché anche quello poteva essere un errore; paura di esistere, perché oramai quell’uomo era riuscito a cancellarle ogni briciola di autostima, a farla sentire inadeguata a tutto, anche al genere umano. «Non sei capace di fare nulla!» «Non vali niente». Forte della sua miseria, lui la picchiava, sfogando una rabbia di cui lei non 133 L’intimo delle donne aveva colpa. All’ inizio non era stato così, almeno non subito. «Mi occupo io di te» le aveva detto. Non le era sembrato vero che qualcuno le dimostrasse attenzione. Nel bisogno disperato di affetto aveva confuso l’amore con l’ossessione, la comprensione con un’ingiustificata accettazione, l’interessamento con il controllo. «Dimmi quello di cui hai bisogno. Ci penso io» insisteva quell’ uomo-padrone. Irene aveva iniziato a delegargli l’esistenza e lui si era sentito sempre più autorizzato a interpretarne i bisogni a sua discrezione, fino al totale controllo della sua vita. «Ribellati. Fai qualcosa. Non puoi andare avanti così!» le ripeteva, invano, l’unica amica che riusciva a vedere di nascosto. «Ma io ho bisogno di lui. E’ tutta la mia vita. Non ce la faccio» , ancora si ostinava a ripetere Irene a testa bassa, perché la vergogna le impediva di scostare i capelli che le coprivano i lividi. In quella folle dipendenza, mascherata da sentimento, si alimentava ogni giorno il degrado della sua vita. Essere felice era un diritto per niente scontato, ma tutto da guadagnare. La paura di perdere quel niente che aveva, le faceva ricacciare dentro ogni ribellione. Le bastava che lui un giorno le chiedesse scusa, per ricominciare a sperare che cambiasse, per trovare comunque qualcosa di cui rimproverarsi e per convincersi che, in fondo, la sopportazione aveva un senso. Nessuno scatto d’orgoglio fino a quel giorno. Non l’avrebbe forse mai fatto per se’ stessa, ma per la sua creatura sì. Non poteva venire al mondo per aver paura di esistere. Per lei dovevano esserci solo braccia alzate in un abbraccio, mani aperte per dolci carezze e le parole dovevano avere la magia di una ninna nanna. Aveva finito l’ultima rampa e dovette prendere fiato alcuni secondi, ma non aveva ancora osato voltarsi indietro. Sbatté dietro di sé la porta del condominio e uscì in strada. Riprese a correre: la mano sempre incollata al grembo e un’unica meta in mente. Era stremata, ma inebriata da quella forza ritrovata, da quel coraggio insperato che la faceva sentire viva dopo tanto tempo. Finalmente le si aprì una porta sicura. «Aiutami!» riuscì appena a dire, prima di crollare esausta, tra le braccia dell’amica.

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“UN TERRIBILE AMORE” di Catherine Dunne

Catherine Dunne

 

Un terribile amore –  l’ultimo romanzo della scrittrice irlandese Catherine Dunne – è stata una delle mie recenti letture estive. Conoscevo già altri romanzi  Catherine Dunne e quindi ho atteso con curiosità anche quest’ultima lettura.  Ho avuto anche il piacere di incontrare  Catherine Dunne qualche anno fa nel corso di  un seminario di scrittura creativa; una persona davvero cordiale e disponibile. Ricordo le sue parole sul difficile e appagante lavoro dello scrittore: passion, patience e professionalism sono gli  ingredienti essenziali che accompagnano ogni processo creativo. Come in altri romanzi dell’autrice irlandese, le donne sono protagoniste della storia. Mentre, però, i precedenti romanzi erano ambientati in una domestic Irish life, in Un terribile amore l’ambientazione si apre fino a comprendere la Spagna, Cipro e il Regno Unito.

Un terribile amore è il titolo italiano, mentre “All that I’ve loved” è  Il titolo originale, meno esplicito e, a mio parere, più evocativo.

In Un terribile amore le protagoniste di due storie parallele sono  Calista e Pilar, due donne dal destino solo apparentemente diverso. Calisita è irlandese, mentre Pilar è spagnola, ma entrambe inciampano in un amore terribile, sbagliato che sconvolge le loro vite. Nelle loro storie incombono  le forze di una tragedia classica: la passione travolgente, l’odio  e il desiderio di vendetta, il peso dell’errore e la volontà di riscattarlo. Sono donne che si trovano a lottare contro un mondo maschile e sono  costrette a contare sul loro coraggio e la volontà di non tradire se stesse.

OMAGGIO A LORCA

Federico García Lorca

La presentazione dell’ebook “Le donne di Lorca” a  Verona grazie all’invito di Acis -, Associazione culturale italo-spagnola – è stata l’occasione per rendere omaggio al grande poeta e drammaturgo spagnolo che ha saputo creare figure femminili universali. Mi ha dato anche l’opportunità di spiegare la scelta del titolo dell’ebook.  Dunque, perchè Lorca? La scelta nasce da una preferenza letteraria personale, ma soprattutto tiene conto dell’originale sintesi che Lorca ha saputo rappresentare nella vita come nelle sua produzione artistica. In soli 38 anni di vita è stato poeta, scrittore, disegnatore e pianista e ha saputo coniugare la grande tradizione spagnola con l’innovazione delle Vanguardias del primo Novecento. Continua a leggere

PRESENTAZIONE dell’eBook “LE DONNE DI LORCA

Le donne di Lorca – ebook

 

Martedì 21 aprile a Verona, dalle 19:15 in poi  presso l’osteria “Ai Preti”, via dell’Interrato dell’Acqua Morta, in occasione della festa di San Jordi, presenterò il mio ebook Le donne di Lorca presso ACIS, l’associazione italo-spagnola di Verona. Grazie per il gentile invito alla presidente Anna Altarriba Cabré e alla  prof.ssa Susana Benavente Ferrera dell’Università degli Studi di Verona che condurrà l’intervista.

¡Os esperamos!

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Le Donne di Lorca, il mio nuovo e-book

Le donne di Lorca di Alessia Balan

Le Donne di Lorca, il mio nuovo e-book è ora disponibile su Amazon e su altri store nazionali e internazionali (Apple IBook Store,  Google Play Store, LaFeltrinelli,  Kobo Books, Ultima Books, Libreria Rizzoli, Book Republic Hoepli, Libreria Universitaria…). E’ disponibile in italiano e in inglese con il titolo Lorca’s Women.  E’ una raccolta di racconti legati da un filo conduttore: Federico Garcia Lorca.  Le Donne di Lorca, sono alcune delle figure femminili dell’universo poetico e teatrale di Federico Garcia Lorca che in questi racconti acquistano un’identità propria e una nuova vita. Le donne di questi racconti sono Bernarda, — che si ispira al testo teatrale La Casa de Bernarda Alba, — Yerma, — dall’omonimo testo teatrale, — Soledad, — protagonista del Romance della Pena Negra e la Sposa  — ispirato a Bodas de Sangre, —  tutte inseguono l’urgenza di vivere una passione o la follia di un’ossessione, per sfuggire alla vita che altri hanno scelto per loro. Argenitinita è l’unica figura non letteraria della raccolta, ma comunque legata al mondo di Lorca, con cui condivise una lunga amicizia e una collaborazione artistica.

 

 

SKÁRMETA E I “GIORNI DELL’ARCOBALENO”

Ritorno volentieri a parlare di Antonio Skármeta, autore cileno, di cui già avevo scritto in un post precedente per il suo romanzo “Il postino di Neruda” . Questa volta mi riferisco a un altro suo libro pubblicato nel 2011, I giorni dell’arcobaleno.

All’origine del romanzo c’è un testo teatrale, Il plebiscito, scritta da Skármeta alcuni anni fa, che raccontava il periodo del referendum in Cile, ma che non fu mai messo in scena.

I giorni dell’arcobaleno –Los días del arcoíris – fortunatamente la traduzione italiana è stata fedele al titolo originale – è un libro che ci porta a una realtà non troppo distante nel tempo – il Chile di Pinochet nella fine degli anni’80– un periodo, forse, non così ben conosciuto. Skármeta parte proprio dal 1988,  l’anno in cui Pinochet decide di indire un referendum su se stesso per dare un’immagine di democrazia e legittimità popolare alla sua dittatura. La paura accompagna la vita dei personaggi del romanzo: paura del regime dittatoriale, delle torture, di essere imprigionati e uccisi senza che i propri cari possano avere notizie e diventare così tristemente  “desaparecidos”.

Nel libro si alternano due voci. Da una parte, Nico – in prima persona – un ragazzo del liceo che teme per la sorte del padre, professore di filosfia, incarcerato dal regime.

L’altra voce – in terza persona – è Adrian Bettini un pubblicitario a cui sarà affidato l’incarico di curare la campagna per il “no” al referendum del 1988 e dovrà superare le sue paure per convincere le persone indecise nel progetto di restaurazione della democrazia.

Adrian si inventa una campagna che invece di guardare al passato prova a “vendere” la prospettiva di un mondo migliore, dove ci sia spazio per chiunque e per qualsiasi idea. E lo fa con allegria, e con un arcobaleno.

Nel leggere questo bel libro, è inevitabile andare con il pensiero a un altro scrittore cileno,  Luis Sepulveda,  quando ricostruisce le atrocità del regime e le torture da lui stesso subite prima dell’esilio. Sia  Skármeta che Sepulveda sono autori dell’esilio, prima in Sudamerica e poi in Europa e hanno potuto rientrare in patria solo dopo la fine della dittatura.

A I giorni dell’Arcobaleno difficili  si è ispirato anche un film di Pablo Larraín, “No – I giorni dell’arcobaleno” del 2012.

E’ un romanzo che lascia l’emozione di una storia di speranza e desiderio di libertà  in tempi difficili .

MAGRIS, VINCITORE DEL PREMIO DELLA FIERA DEL LIBRO DI GUADALAJARA

 Scopro ora che Claudio Magris ha vinto il Premio della Fiera Internazionale del libro di Guadalajara in Messico, il piú grande appuntamento letterario in lingua spagnola. Magris risulta cosí essere il primo italiano vincitore di questo premio.

Nel motivare la scelta, la giuria ha riconosciuto in Magris la migliore tradizione umanista,  “la mejor tradición humanista”, un autore che concilia la sua esperienza personale con la memoria collettiva della storia.

 “la mejor tradición humanista” de alguien que en su obra “concilia su experiencia personal con la memoria colectiva de la historia”.

Ho letto –in un articolo a lui dedicato su El Pais – che Magris scrive ancora a mano e mi ha colpito la sua giustificazione׃“per ascoltare la musica della scrittura”. In un epoca digitale suona strana un’ affermazione di questo tipo. Ma, la scrittura puó essere influenzata dal tipo di strumento utilizzato? Una penna e un foglio o una tastiera e un monitor danno suoni diversi, implicano un contatto diverso e tempi diversi…

La Feria Internacional del Libro de Guadalajara 2014 avrá luogo dal 29 novembre al 7 dicembre e quest ‘ anno ha come paese ospite d’onore l’ Argentina .

Tra gli autori presenti naturalmente c’è una larga rappresentanza di autori sudamericani, messicani, argentini, brasiliani e poi spagnoli ma anche di altre nazionalitá europee nonché autori di fama internazionale come Ken Follet e Laura Esquivel.

 

LO SPIRITO DEL JAZZ IN CORTÁZAR

J. Cortázar

Oggi è il centenario della nascita dello scrittore argentino Julio Cortázar  (26 agosto 1914 – Parigi, 12 febbraio 1984),  l ‘autore di Rayuela. Vorrei qui ricordarlo per un suo racconto lungo che ho letto recentemente׃ Il Persecutore  (1959), El Perseguidor, un omaggio al mondo del jazz e a Charlie Parker.

Il Persecutore   narra la storia degli ultimi giorni di Johnny Carter, virtuoso sassofonista jazz la cui vita scorre sul filo della lucidità e dell’autodistruzione. Nella figura di Johnny Carter si nasconde un allusione al grande sassofonista jazz americano Charlie Parker. Il narratore è Bruno, un critico musicale, affascinato dall’artista maledetto, di cui vuole scrivere la biografia.

Il racconto si presta a due letture׃ una piú immedita e biografica e  l’altra incentrata sul concetto di tempo, percepito in modo diverso da Johnny e dal critico musicale. Johnny è l’artista geniale per il quale il tempo è qualcosa di indefinito, musica. Bruno, invece, vive il tempo cronologico e razionale.

Chi è il persecutore? Johnny è tormentato dalla miseria, la droga e dalle sue ossessioni e «persegue» le rivelazioni che solo la musica riesce a fargli scoprire. «Persecutore» è anche Bruno, critico dalla creatività sterile, che allo stesso tempo protegge e «perseguita» Johnny, per carpirne il segreto, il genio e scrivere la sua biografia.

Si sente il jazz di sottofondo quando si legge questo racconto..

 

L’INTIMO DELLE DONNE, E-BOOK ONLINE

“L’intimo delle donne” -Libreriamo Publishing

Un mio racconto, “Una porta aperta” pubblicato nell’e-book “L’intimo delle donne, il  primo open e-book italiano edito da Libreriamo Publishing (ww.libreriamo.it), che vuole raccontare disagi, violenze e sfruttamenti a cui sono sottoposte le donne.

E’ un’antologia nata da un’attenta selezione di racconti da parte di critici e scrittori italiani. L’ introduzione è a firma del fondatore di Libreriamo Saro Trovato, le prefazioni invece sono di Francesca Barra (giornalista e scrittrice), Annalisa Monfreda (direttrice Donna Moderna) e Luisa Pronzato (coordinatrice 27ma Ora). Si tratta del primo libro di crowdsourcing.

E’ scaricabile gratuitamente in formato PDF, MOBI e EPUB a questo link: L’intimo delle donne

 

 

 

 

 

 

 

 

23 APRILE SANT JORDI: UN LIBRO E UN FIORE

Sant Jordi – 23 aprile

Il 23 aprile non è solo la Giornata Internazionale del Libro, ma una delle ricorrenze più amate dai cittadini di Barcellona: Sant Jordi, patrono della Catalogna.La tradizione vuole che le coppie si scambino regali: gli uomini ricevono un libro e le donne una rosa. Così Barcellona si trasforma per tutta la giornata in un’enorme libreria-negozio di fiori all’aperto. Le strade si riempiono di gente che passeggia tra bancarelle di libri e rose, cercando un regalo non solo per la persona amata, ma anche per amici e parenti.

Le edizioni di questi giorni del quotidiano Vanguardia dedicano un ampio spazio all’evento citando tra le novità di quest’anno: musei aperti con visite gratuite, itinerari letterari e perfino rose stampate in 3D:

“Museos y equipamientos ofrecen visitas gratis,rutas literarias, rosas impresas en 3D o combates poéticos, entre las novedades”  (Vanguardia)

 

Un curiosità: si venderanno circa sei milioni di rose in occasione della festa di Sant Jordi a Barcellona e il 90% di queste arriveranno dall’estero, soprattutto Colombia. La regina delle rose sarà la varietà Freedom:

La reina será, un año más, la Freedom, una variedad que se importa desde Colombia principalmente, y que concentrará el 60% de las ventas. (Vanguardia)

Intanto scrittori ed editori sperano che  Sant Jordi serva a combattere  “el dragón de la piratería” in un anno che ha visto sì aumentare il numero di lettori in Catalunya, ma diminuire l’acquisto di libri.

BUONE LETTURE

LECTYO, LA NUOVA TERTULIA LETTERARIA ON-LINE

Nasce in Spagna una piattaforma per gli amanti della lettura e dei libri: Lectyo. Esistevano  già il collosso di Goodreads e altri gruppi di lettura in rete dedicati a uno specifico genere lettarario, come theromancebookclub.com. La novità di Lectyo è che si  rivolge a lettori in lingua spagnola con lo scopo di aumentare l’interesse per la letteratura che sta al margine dell’industria editoriale.

la nueva red social creada por la fundación Sánchez Ruipérez está orientada a los lectores en castellano. Trata de fomentar el interés por la literatura al margen de la industria. (El Pais)

L’idea è nata da Luis González con la fondazione Rupiérez, da 30 anni dedicata alla diffusione della lettura senza scopi di lucro. E’ proprio questo l’intento: creare un ponte tra lettori , autori e uno spazio di scambio di idee, commenti e proposte privo di interessi extraletterari, come ha spiegato l’ideatore stesso di Lectyo a El Pais:

Luis González, que tuvo su idea feliz esperando un vuelo en Lisboa, cree que todavía hay mucho margen para innovar: “Las redes sociales son una herramienta muy potente y admiro lo que ha conseguido Goodreads, pero han estado en las manos de los agentes inadecuados. Es hora de que lectores, industria y autores dialoguen en un espacio sin intereses extraliterarios”. (El Pais)

Provate a visitare il sito di Lectyo , e vi ritroverete subito nella  red de la gente de la lectura. Se vi sentite identificati in questa “rete della gente che legge”, allora dovrete solo registrarvi ed entrare in una comunità stimolante di lettori di Spagna e Latinoamerica appasionati di lettura e di libri.

 

Nel mondo ispanico esiste  anche Lecturalia , una rete con l’impostazione classica di valutazione da una a cinque stelle ed in Cina c’è Douban.

TERTULIAS 

La rete ha cambiato anche il modo in cui si legge, si scelgono le letture, si critica e si condividono le proprie esperienze letterarie. Prima esistevano solo i caffè letterari, le tertulias,  termine spagnolo che indica  incontri informali e periodici  in cui si ritrovano  persone interessate a un tema o a un aspetto della cultura, per discutere, informarsi o condividere idee e opinioni. Hanno avuto una importanza rilevante nei primi del’ 900 in Spagna con la nascita delle Avanguardie e la Generazione del ’27 di Federico Garcia Lorca. Di solito le tertulias avevano luogo nei caffè,  famoso il Café Gijón di Madrid.

Ora gli spazi si stanno aprendo a una platea più vasta e virtuale e le reti sociali aspirano a diventare le nuove tertulias literarias.

 

IL FUTURO DEL LIBRO PASSA PER L’AMERICA LATINA

“El futuro del libro pasa por América Latina”; è quanto sta emergendo dalla Feria Internacional del Libro (FIL) , fiera internazionale del libro che si tiene a Guadalajara, Messico, dal 30 novembre all’8 dicembre.  L’America Latina come forza trainante del mercato editoriale tanto dei libri  cartacei che digitali.   Anzi, le esportazioni verso l’America Latina hanno ammortizzato il calo delle vendite in Europa e soprattutto in Spagna.

“La confirmación de América Latina como amortiguador de la crisis de ventas en España…”

 

“La crisis en España, dice Armando Collazos, de Santillana, ha afectado con dureza a todos los editores, sin embargo, reconoce que los que tienen una posición fuerte en América Latina, como el grupo que representa, han podido amortiguar gran parte del impacto”

– El País

Nell’articolo de El País  dedicato alla fiera si parla di una coesistenza  possibile tra libri stampati  e e-book, la cui offerta è duplicata nel giro di due anni  in America Latina:

“la confirmación de la convivencia armónica entre el libro físico y el digital, y acorde a los porcentajes de la realidad que hoy es de un 80%-20%. En Latinoamérica la oferta de e-books se ha duplicado en tan solo dos años, al pasar del 8,6% al 16,9% del total.”– El País

 

Per la Spagna, l’esportazione di libri rappresenta il 30% del totale e, dopo l’Europa che è il principale acquirente, viene sicuramente  l’America Latina.

L’importanza di questa fiera è stata confermata negli anni poichè si è dimostrata una vetrina di rilievo per molti scrittori latinoamericani che hanno iniziato proprio da lì prima di raggiungere il  prestigio internazionale che oggi godono.

Direi quindi che sono da tener d’occhio le novità presenti alla FIL per capire le proposte della letteratura latinoamericana contemporanea. Alcuni nomi segnalati nel  País e che forse vale la pena di seguire:

“Hoy el turno es para el peruano Jeremías Gamboa, el chileno Antonio Díaz Oliva, la argentina Inés Garland, el brasileño Ricardo Lisias y el venezolano Carlos Sandoval, “

 

 

 

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