OUR SOULS AT NIGHT, LE NOSTRE ANIME DI NOTTE

Le nostre anime di notte di Kent Haruf

Our souls at night di Kent Haruf (nella versione italiana “Le nostre anime di notte“, edito da una giovane casa editrice indipendente  NN Editore) è un titolo che anticipa la storia di un incontro speciale di anime nella complicità della notte. E’ il libro uscito postumo di un autore americano poco conosciuto. E’ una storia di amore e amicizia tra due persone anziane, che commuove e sorprende fin dalle pagine iniziali, ma è anche un libro sulla ricerca di una piccola felicità attraverso scelte quotidiane coraggiose.

Ambientato in un’ immaginaria cittadina del Colorado, Holt, il romanzo narra la coraggiosa scelta di Addie, anziana e vedova  con un figlio che vive lontano, di porre fine alle sue notti insonni e solitarie. Per questo, Addie una sera decide di bussare alla porta del vicino di casa, Luois anche lui vedovo e solo.

Così cerca poi Loius di spiegare alla figlia ciò che sta accadendo tra lui e Addie.

“It’s somekind of decision to be free. even at our ages”

Kent Haruf sa coinvolgerci nelle vicende di una vita ordinaria, con uno stile profondamente e sapientemente semplice, delicato e poetico e con dettagli essenziali. Il romanzo procede con un’alternanza simbolica di notte/giorno, buio/luce, quasi a segnare il confine tra lo spazio del possibile, dell’intimità e della libertà dalle convenzioni e, dall’altra, lo spazio sociale in cui prevalgono le limitazioni imposte dalla “small-mindedness” delle persone che faticano ad accettare la scelta di Addie e Luoise. Continua a leggere

LETTERE DI HENRY JAMES DA PALAZZO BARBARO, VENEZIA

Henry James ( 1843-1916) -Photograph: Bettmann/Corbis

“Letters from the Palazzo Barbaro”, è una raccolta di lettere che Henry James scrisse durante la sua permanenza a Venezia, non solo rivela aspetti meno noti della vita dello scrittore, ma soprattutto, il suo  profondo desiderio  di rimanere un “outsider“.

Già nella prefazione di Ritratto di signora (The Portrait of A Lady) , romanzo iniziato prima a Firenze e poi continuato a Venezia, James descrive inoltre  le molteplici suggestioni della città.

 “E’ un romanzo lungo,e io impiegai lungo tempo a scriverlo;ricordo di esservi stato molto impegnato,l’anno successivo, durante un soggiorno di parecchie settimane a Venezia. Avevo un alloggio sulla Riva degli Schiavoni, in cima a una casa accanto al vicolo che conduceva a San Zac-caria;la vita del molo,la meravigliosa laguna distesa dinanzi a me,e l’incessante chiacchiericcio umana di Venezia giunge-vano fino alle mie finestre, verso le quali mi par d’essere stato costantemente attratto, nell’infruttuosa impazienza della composizione, come per vedere se dall’azzurro canale non potesse profilarsi alla vista la nave di un qualche suggerimento esatto,di una frase migliore…”

Continua a leggere

LYDIA DAVIS, vincitrice del Booker International Prize

Lydia Davis

Lydia Davis ha vinto il Man Booker International Prize, un premio che viene assegnato ogni due anni a una scrittrice in lingua inglese,  ma non britannica. Davis è una scrittrice di racconti, ma sarebbe meglio dire che è l’ideatrice di  un genere particolare di storie molto brevi che possono anche consistere di pochi paragrafi o frasi, fino a  un massimo di tre- quattro pagine. Per questo The Guardian la definisce “the shortest of all short story writers“. Continua a leggere

SCOTT FITZGERLAD’S LEDGER ON LINE, UN SORPRENDENTE LIBRO DELL’AUTORE DI THE GREAT GATSBY

Scott Fitzgerald e la moglie Zelda

“Las cuentas de Fitzgerald on-line”, i conti dello scrittore americano Scott Fitzgerald saranno consultabili online, così titola l’articolo de El País del 4 maggio 2013. Proprio in concomitanza con la prossima uscita della nuova versione cinematografica di The Great Gatsby, diretta dal regista Baz Luhrmann e interpretata da Leonardo DiCaprio e Carey Mulligan,  la Biblioteca  Thomas Cooper, dell’Università di Sud Carolina, rende disponibile in formato digitale un sorprendente libro di Scott Fitzgerald, l’autore del Grande Gatsby, il F. Scott Fitzgerald’s Ledger 1919–1938:

“F. Scott Fitzgerald’s Ledger is one of the richest primary source documents in existence for any literary author.”

(http://library.sc.edu/digital/collections/fitzledger.html)

Fitzgerald divise il libro in cinque sezioni:

“Fitzgerald divided the Ledger into five sections: “Record of Published Fiction,” “Money Earned by Writing since Leaving Army,” “Published Miscelani (including movies) for which I was Paid,” “Zelda’s Earnings,” and “Outline Chart of my Life.”

Il libro non è solo il resoconto delle spese lavorative dello scrittore e della moglie Zelda, ma anche un resoconto emozionale  dell’intensa e breve vita dello scrittore americano, quasi alla maniera di un blog:

“De manera telegráfica, en segunda persona primero, y en primera después, Francis Scott Fitzgerald apuntó en su libro de cuentas no solo los vaivenes económicos de su trabajo, sino también el recuento emocional de su intensa y corta vida. (…)”

También es interesante cómo, casi a la manera de un blog, recuenta sus actividades e impresiones. Cualquier estudioso de Fitzgerald verá que el libro está lleno de conexiones muy interesantes con sus novelas y relatos”. (El País)

 

Numerosi sono i racconti, gli aneddoti riportati, così come i nomi di amici citati. Due parole sembrano però ricorrere con maggiore frequenza: debito e malattia. Alcolismo, depressione, la malattia mentale della moglie Zelda e le difficoltà economiche segnarono infatti la vita dello scrittore:

“Dos palabras, deuda y enfermedad, se empiezan a repetir casi tanto como los repentinos tachones. Es el minucioso recuento de un fracaso limpio y perfecto.”

 

The Great Gatsby (1925) di Scott Fitzgerald

Con l’occasione un invito a leggere il romanzo The Great Gatsby di F.Scott Fitzgerald, rappresentativo della “Jazz era”  e dell’America degli Anni Venti.

EMILY DICKINSON ANCHE IN SPAGNOLO

 

Emily Dickinson (1830-1886)

Quando ho letto il nome di  Emiliy Dickinson non ho potuto fare a meno di soffermarmi a leggere l’articolo di A. Rupérez apparso nel giornale El Pais il 15 febbraio.  Si annuncia l’uscita di un consistente volume che raccoglie una nuova traduzione in spagnolo delle poesie della poetessa americana. ( Poesía completa. Emily Dickinson. Traducción de Enrique Goicolea. Ediciones Amargord. 1.031 páginas).

Amo la poesia di Emily Dickinson e più volte torno a rileggerla. L’ho sempre però letta in inglese o nella traduzione italiana e quindi mi ha incuriosito l’idea di come i suoi versi potessero essere resi in spagnolo.  La sua straordinaria capacità di condensare immagini e parole, la sua sintassi spesso ellittica e senza punteggiatura, il suo ricchissimo vocabolario conferiscono ai suoi versi una straordinaria forza espressiva, ma non sempre la sua poesia risulta facile alla prima lettura.

E’ sorprendente l’universo di Emily Disckisnon – “asombroso” è definito nell’articolo spagnolo – e comprende sia le piccole cose della vita quotidiana che i grandi temi della vita (amore, solitudine, morte, eternità). Anche le Natura è un motivo costante nella sua poesia ed è fonte di rivelazioni esistenziali.  Come spiegato nell’articolo del Pais, si tratta di una Natura “indicibile” perché produce più nello spirito di quanto il linguaggio possa dire.

“La Naturaleza es un motivo constante en la poesía de la gran contempladora que fue Dickinson. … Una gran pasión, sin duda, fuente no solo de delicias sensoriales sino de revelaciones existenciales, siguiendo en eso a sus maestros románticos, que tanto la marcaron. Y esa naturaleza es indecible porque produce más en el espíritu de lo que el lenguaje puede decir” Continua a leggere

SYLVIA PLATH, POETESSA, SCRITTRICE E NON SOLO

Sylvia Plath (1932-1963)

In questi giorni sono apparsi molti articoli, soprattutto nei giornali anglosassoni, dedicati alla poetessa e scrittrice americana Sylvia Plath , in occasione del 50° anniversario della sua morte l’11 febbraio 1963. Alcuni articoli si sono particolarmente soffermati sulle implicazioni psicologiche e il dramma esistenziale che portarono Sylvia Plath al suicidio, con il rischio, forse, di dare più enfasi alla sua scelta estrema, che al suo talento creativo.

Sylvia Plath,  poetessa: la sua opera poetica – fatta eccezione per The Colossus (1962) – è apparsa postuma: Ariel (1966), Crossing the Water (1971), Winter Trees (1972). Scrisse anche un romanzo The Bell Jar e i Diari, tra il 1960 e il 1962 in cui emerge tutta la sua acutissima sensibilità.

Vorrei però ricordare qui Sylvia Plath in una veste forse meno nota, di autrice di tre racconti e una filastrocca per bambini che dedicò ai suoi due figli  avuti dal marito Ted Hughes, poeta e scrittore inglese. Continua a leggere