GIORNATA EUROPEA DELLE LINGUE -26 Settembre

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Il 26 settembre si celebra la Giornata Europea delle Lingue, – un’iniziativa nata nel 2001 ad opera del Consiglio d’Europa – nota come EDL – European Day of Languages.

Questa celebrazione è diventata un’occasione per incoraggiare tutti i cittadini europei a imparare più lingue, ad ogni età, dentro e fuori dalla scuola, nella convinzione che la diversità linguistica è uno strumento per ottenere una migliore comprensione interculturale e un elemento fondamentale nel ricco patrimonio culturale del nostro continente. L’invito quindi è di coltivare il plurilinguismo attraverso la scuola, la lettura, il cinema, i viaggi e gli scambi culturali.

Per celebrare l’EDL domani sono previsti un gran numero di eventi  organizzati in tutta Europa: attività per e con bambini, programmi televisivi e radiofonici,corsi di lingua e conferenze. Consiglio di consultare i siti dei diversi centri linguistici nazionali per avere dettagli sul programma.

Il manifesto dell EDL  riassume gli obiettivi di questa iniziativa e ricorda alcuni dati importanti sulle lingue in Europa.

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ANCHE GLI INGLESI FANNO ERRORI DI GRAMMATICA! NOVE SUGGERIMENTI PRATICI PER NON SBAGLIARE

Può servire come consolazione per molti studenti non proprio brillanti in inglese, sapere che anche 100 illustri accademici britannici hanno vinto il premio per “Bad grammar”.  La lettera di critica che questi professori universitari hanno indirizzato a Michael Gove – responsabile dell’educazione del governo inglese, colpevole di aver adottato un nuovo curriculum nazionale – è stata definita “simply illiterate” dalla Idler Academy Bad Grammar Awards, a causa dei molteplici errori di grammatica presenti e, certo, inaspettati, data la funzione di questi titolati professori.

The award is intended to draw attention to “the worst use of English over the last 12 months by people who should know better”.

 

“The 100 educators have inadvertently made an argument for precisely the sort of formal education the letter is opposing,”

(The Guardian)

La polemica ha trovato spazio in queste ultime settimane nei giornali britannici e soprattutto in The Guardian, con un interessante articolo di Thomas Jones che propone un elenco di  nove consigli pratici da seguire per scrivere in inglese con uno stile corretto, “nine grammatical conventions that, depending on context, you may – sorry, might – as well adhere to”.

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COME SI PRONUNCIA?

E’ una domanda che si sente porre sempre più spesso, da  professionisti, giornalisti, lettori, e non solo da studenti di lingua. Succede di incontrare nomi di personaggi, attori, film o località di cui non conosciamo  la pronuncia corretta.

Vi ricordate, per esempio, il nome di quel vulcano islandese che aveva creato seri problemi alla circolazione aerea qualche tempo fa, “Eyjafjallajökul”. Chi sapeva come pronunciarlo?

Ecco che adesso il web ci viene in soccorso. Un articolo del Corriere della sera del  07 marzo dà un elenco di alcuni siti che ci suggeriscono come leggere le parole: Pronnyrightpronunciation.com, forvo.com e pronounceitright.com. Continua a leggere

“TU”, IL TITOLO GIUSTO PER UN LIBRO?

Tu, mio- Erri de Luca

L’influenza di questi giorni, ahimè, mi ha costretto a una pausa e, cosa invece meno negativa, a concedermi qualche lettura in più. Così mi sono imbattuta su un articolo di Valeria Parrella apparso nel quotidiano La Repubblica, con un titolo che ha subito richiamato la mia attenzione: Perchè i romanzi ci danno del tu?

La giornalista ci fa notare che c’è una lunga lista di romanzi, tra i più venduti in Italia in questi mesi, che adottano proprio nel titolo il pronome personale “tu”, o comunque:

Tecnicamente alcuni di questi titoli non contengono verbi coniugati in seconda persona, ma allora hanno un pronome di seconda, oppure sono sintagmi nominali in cui ce n’ è uno in aggettivo

Esistono anche altri titoli recenti e famosi: Non ti muovere di M.Mazzantini, Ti prendo e ti porto via di Ammaniti, Fai dei bei sogni di Gremellini, Tu, mio di Erri de Luca. Continua a leggere

WORD MARKET, PAROLE IN VENDITA

WordMarket – blogs.elpais.com

Parole in vendita in un mercato virtuale e con una moneta dedicata, il Wollar. Questo è il progetto in internet di Belén Gache, per proteggere le parole  e riscoprirne il valore intrinseco: “redescubrir el valor intrínseco de las palabras”.  Dalla riflessione sulla svalutazione delle parole, il loro abuso, cattivo uso, non uso e impoverimento nasce  il progetto WordMarket, un portale dedicato alla compra-vendita delle parole.

L’iniziativa è apparsa nel blog di Roberta Bosco y Stefano Caldana dedicato alle tecnologie nel quotidiano spagnolo El Pais (http://blogs.elpais.com/arte-en-la-edad-silicio). Benchè  Belén Gache, l ‘autrice dell’iniziativa, sia una scrittrice ispano-argentina, per ora il portale è in inglese: Continua a leggere

LE METAFORE, SPIEGATE DA NERUDA-SKÁRMETA

“Che cosa sono le metafore?” mi ha chiesto oggi mio figlio. E’ la stessa domanda che Mario, nel  libro “Il postino di Neruda” (El cartero de Neruda) di  Antonio Skármeta, fa al poeta Pablo Neruda.  Mi sono allora venute in mente le parole che Skármeta attribuisce al poeta cileno Pablo Neruda, intento a spigare al postino Mario i segreti delle metafore: le metafore sono, più o meno precisamente, dei modi di dire una cosa paragonandola ad un’altra;  per esempio, quando diciamo che “il cielo sta piangendo” stiamo già facendo una metafora, in realtà,  intendiamo dire che piove:

– ¡ Metáforas, hombre!

–  ¿Qué son esas cosas?

El poeta puso una mano sobre el hombro del muchacho.

– Para aclarártelo más  o menos imprecisamente, son modos de decir una cosa comparándola con otra.

– Deme un ejemplo.

Neruda miró  su reloj y suspiró .

-Bueno, cuando tú dices que el cielo está llorando.  ¿Qué es lo que quieres decir?

– ¡Qué fácil! Que está lloviendo.

– Bueno, eso es una metáfora.

(“El Cartero de Neruda , A.Skármeta, Ed.Ave Fénix)

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EMILY DICKINSON ANCHE IN SPAGNOLO

 

Emily Dickinson (1830-1886)

Quando ho letto il nome di  Emiliy Dickinson non ho potuto fare a meno di soffermarmi a leggere l’articolo di A. Rupérez apparso nel giornale El Pais il 15 febbraio.  Si annuncia l’uscita di un consistente volume che raccoglie una nuova traduzione in spagnolo delle poesie della poetessa americana. ( Poesía completa. Emily Dickinson. Traducción de Enrique Goicolea. Ediciones Amargord. 1.031 páginas).

Amo la poesia di Emily Dickinson e più volte torno a rileggerla. L’ho sempre però letta in inglese o nella traduzione italiana e quindi mi ha incuriosito l’idea di come i suoi versi potessero essere resi in spagnolo.  La sua straordinaria capacità di condensare immagini e parole, la sua sintassi spesso ellittica e senza punteggiatura, il suo ricchissimo vocabolario conferiscono ai suoi versi una straordinaria forza espressiva, ma non sempre la sua poesia risulta facile alla prima lettura.

E’ sorprendente l’universo di Emily Disckisnon – “asombroso” è definito nell’articolo spagnolo – e comprende sia le piccole cose della vita quotidiana che i grandi temi della vita (amore, solitudine, morte, eternità). Anche le Natura è un motivo costante nella sua poesia ed è fonte di rivelazioni esistenziali.  Come spiegato nell’articolo del Pais, si tratta di una Natura “indicibile” perché produce più nello spirito di quanto il linguaggio possa dire.

“La Naturaleza es un motivo constante en la poesía de la gran contempladora que fue Dickinson. … Una gran pasión, sin duda, fuente no solo de delicias sensoriales sino de revelaciones existenciales, siguiendo en eso a sus maestros románticos, que tanto la marcaron. Y esa naturaleza es indecible porque produce más en el espíritu de lo que el lenguaje puede decir” Continua a leggere

CORIANDOLI & CONFETTI

DSC_0155-CARNEVALE Anche il Carnevale può offrire uno spunto per una curiosità linguistica.  Ci pensavo proprio ieri mentre mi trovavo al Carnevale di Venezia in piacevole compagnia di alcuni amici inglesi. Nella lingua inglese quei piccoli dischetti di carta colorata che noi chiamiamo coriandoli, sono detti confetti. Il temine tradisce chiaramente un’ origine italiana .  Secondo  l’ Oxford Dictionary of English tale “confusione linguistica” risale  all’usanza italiana – già prima del 19° secolo – di lanciare, durante il carnevale e nei matrimoni, un tipo di dolcetti  fatti con una mandorla all’interno e ricoperti di zucchero, i nostri confetti appunto.

E in spagnolo, come chiamano i coriandoli? Confeti!

“¿Qué haces con ese libro aquí? QUANDO LA LETTURA E’ COMPULSIONE

Libri-AntichiNon ho potuto resistere al richiamo del titolo di questo articolo apparso il 30 gennaio sul  blog spagnolo Vano Oficio di Iván Thays nel giornale El Pais. E’ così che mi sono sentita identificata in questa “piacevole malattia” di cui ho riscontrato tutti i sintomi. Provo a riassumervi il testo. L’originale in spagnolo lo trovate a questo indirizzo: http://blogs.elpais.com/vano-oficio/2013/01/la-compulsion-lectora.html

L’autore confessa di avere un comportamento compulsivo verso la lettura che lo rende incapace di stare senza un libro –  “simplemente no podía dejar de leer. Tampoco podía dejar de llevar un libro a donde quiera que fuese” – e risale al momento della sua infanzia in cui questa dipendenza letteraria è iniziata. A casa sua aveva una biblioteca a cui attingeva per le letture e una sera si accorse che sua nonna, che viveva con lui, ogni sera prelevava un nuovo libro per riporlo la mattina seguente. Fu così che cominciò  a provare invidia per la rapidità di lettura della nonna con cui non riusciva a competere. Più tardi scopri che in realtà la nonna sfogliava solo le illustrazioni dei libri. Tuttavia si sentì  soddisfatto solo quando anche lui riuscì a leggere un libro intero in un solo giorno. Era un  libro di 100 pagine. Da allora la pagina  100 di qualsiasi libro è diventata per lui un mito, quando ci arriva si ferma un po’ a riposare: “Por cierto, la página 100 de cualquier libro se ha convertido en un mito. Cuando llego a ella, por más páginas que tenga el libro, me detengo un rato a descansar y siento que he conquistado un Everest; lo demás es coser y cantar.”

Prossimamente mi piacerebbe parlare delle piccole “ossessioni”  o  “riti” riservati alla lettura.

Hasta pronto

 

 

LAVORARE O EMIGRARE ALL’ESTERO, NON E’ SOLO UNA SCELTA DI PAROLE

Vorrei condividere  una  bella mail che ho ricevuto da Elena, traduttrice, sull’argomento  “esperienze lavorative all’estero”. E’ una riflessione personale, lucida e di grande sensibilità sull’argomento che parte da un chiarimento linguistico. Da traduttrice, mi ritrovo anch’io a dover difendere il carattere distintivo di ogni significato per evitare fraintendimenti  o strumentalizzazioni delle parole. D’altra parte,chi traduce  ha per “deformazione professionale” un rispetto e una curiosità particolari per la lingua e sa bene che una parola non vale l’altra.

” Ultimamente mi colpiscono le lettere di chi consiglia di lasciare l’Italia, parlando quasi esclusivamente degli aspetti piacevoli e/o positivi di “un’esperienza all’estero”. Sono d’accordo sull’utilità di lavorare all’estero, di fare esperienza, di vedere altro. È certamente utile ed entusiasmate. Se lo scegli però. Altrimenti si chiama emigrazione. E questa è ben altra cosa. Continua a leggere

SCRITTORI LATINOS IN INGLESE

DICTIONARYA proposito di multiculturalità e di diversità linguistiche che diventano ricchezza, ho trovato interessante l’articolo di Winston Manrique Sabogal apparso su El Pais del 23 gennaio  in cui parla dell’apporto sempre più innovativo e prolifico degli scrittori latinos che scrivono in lingua inglese.  “La letteratura degli Stati Uniti negli ultimi  sessant’ anni è fatta di radici transazionali,  bilingue e multiculturali”  in cui hanno sempre più voce gli scrittori di origine ispanoamericana. Ne è stata una conferma la scelta di far leggere una poesia al poeta di origine cubana, Richard Blanco in occasione della cerimonia di insediamento per il secondo mandato del presidente Barack Obama. Lo scrittore boliviano Edmundo Paz Soldán riconosce che gli scrittori latinos usano un inglese flessibile che non disdegna anche qualche intrusione della sintassi spagnola . Secondo Soldán quindi, la lingua spagnola sta entrando quasi di nascosto nell’inglese e arriverà a cambiarla dal di dentro:

El español se va filtrando de contrabando en el inglés y lo va cambiando desde adentro; en un país con una literatura tan oficialmente monolingüe —una literatura que no refleja la diversidad de la experiencia idiomática en los Estados Unidos—, se trata de un gesto notable que, gracias a estos autores, pronto dejará de serlo”.

Il mio blog è nato anche per questo  per raccogliere voci  e parole creative che giungono da culture e lingue diverse, soprattutto inglese e spagnolo.

CREATIVITA’ E PAROLE

Coniugare creatività e parole è affascinante, riuscire a esprimere questo in lingue diverse è una sfida avvincente. Ecco quindi creativepalabras, per dare spazio alle parole, semplici e originali, efficaci e oscure, profonde e immediate, tradotte  o… in cerca di traduzione, però mai offensive o volgari.  Parole soprattutto di donne, di creatività declinata al femminile.