PERCHE’ RACCONTIAMO STORIE…HISTORY OF THE RAIN

Una nuova immagine del profilo, forse più identificativa: la foto parziale della libreria…giusto per ricordare che in creativepalabras si parla di libri, di scrittura, di letteratura in tutte le sue manifestazioni, di notizie, recensioni, commenti e curiosità letterarie.a

A proposito di passione per la lettura, c’è un libro che ho letto recentemente History of the rain (Storia della pioggia)  di Niall Williams in cui sono celebrati il piacere della lettura, l’amore per la letteratura e il potere curativo dell’immaginazione. Il libro è toccante, originale, “Irish” – come il suo autore nativo di Dublino-, e la prosa è poetica. Il “tu” dell’io narrante al lettore coinvolge da subito e fa entrare in un’atmosfera in cui la pioggia e l’elemento acqua -con tutti i suoi rimandi simbolici- accompagnano il lettore fino all’ultima pagina.

In History of the Rain, non solo l’importanza della lettura ,ma anche un richiamo al senso profondo della scrittura  perché

“Gli scrittori vivono in attesa di una risposta”

“Tutti raccontiamo storie . Le raccontiamo per passare il tempo, per dimenticare il mondo o capirlo meglio. Raccontiamo per scacciare il male di vivere ….We tell stories to heal the pain of living

IL MIO LORCA: PRESENTAZIONE DEL LIBRO “LE DONNE DI LORCA”

Le Donne di Lorca

Ho avuto il piacere  e l’onore sabato 15 ottobre di parlare del mio libro Le donne di Lorca presso la Società Letteraria di Verona, all’interno di una ricca rassegna “Lorca  que te quiero Lorca”, organizzata dall’Associazione italo -spagnola (Acis), con il patrocinio del Comune di Verona, della Regione Veneto e con il contributo dell’ambasciata di Spagna. Continua a leggere

LORCA QUE TE QUIERO LORCA

locandina LORCACon la rassegna Lorca que te quiero Lorca che si inaugurerà a Verona il prossimo venerdì 16 settembre, inizia una serie di appuntamenti originali alla scoperta di aspetti, anche inediti, del grande drammaturgo e poeta spagnolo Federico García Lorca. Non solo poesia e teatro, quindi, ma anche musica e il disegno furono le passioni dell’artista spagnolo.

Nel primo appuntamento della rassegna, l’attrice e drammaturga María del Pilar Pérez Aspa proporrà un monologo originale, intenso e coinvolgente ispirato alla figura dl grande artista spagnolo. Per un commento e un’anticipazione dell’evento, vi rimando a un mio precedente articolo: Omaggio a Lorca con María Pilar Pérez Aspa

L’evento avrà luogo venerdi alle ore 18.30 presso la Società Letteraria, piazzetta Scalette Rubiani, Verona.

En un lugar del Veneto….In viaggio alla scoperta di Cervantes

copertinaUn’iniziativa interessante,  ricca di proposte e…sensoriale.  Si tratta della celebrazione dell’anniversario dei 400 anni dalla morte di Cervantes che offirà una serie di appuntamenti da marzo ad aprile a Verona.

“En un lugar del Veneto …  è il titolo di questo viaggio alla scoperta di Cervantes e del suo mondo, che prende ispirazione proprio  dalle prime righe de El Quijote, il capolavoro del grande  scrittore spagnolo.

I cinque sensi saranno coinvolti in questo itinerario di proposte  organizzate da    Acis (Associazione culturale italo-spagnola) e da I.I.O.P (Istituto internazionale per l’opera e la poesia):

 

 

 

 

Christmas to me, un Natale speciale


In tema con questo periodo dell’anno, v
orrei proporre una storia insolita, della scrittrice statunitense Harper Lee, che parla di un Natale speciale. Si tratta di un testo che è stato recentemente riportato  nel quotidiano inglese The Guardian, ma che fu pubblicato per la prima volta nella rivista MC Call nel dicembre del 1961.

In Christmas to me, la scrittrice descrive un Natale particolare in cui ricevette come dono da amici la possibilità di lasciare per un anno intero il suo lavoro e dedicarsi alla scrittura e al suo sogno di diventare una scrittrice.

Così descrive cos’era il Natale per lei, prima che quel Natale le cambiasse la vita :

Christmas to me was only a memory of old loves and empty rooms, something I buried with the past that underwent a vague, aching resurrection every year. ” 

E con queste parole segna la svolta della sua vita:

A full, fair chance for a new life. Not given me by an act of generosity, but by an act of love. Our faith in you was really all I had heard them say. I would do my best not to fail them. 

“…. the ache of an old memory left me for ever.

Dopo il libro di di grande successo Il buio oltre la siepe (To kill a mockingibird) e un periodo di autoisolamento, Harper Lee ha pubblicato quest’anno un nuovo libro, Go set a watchman.

Cercando Godot

Cercando godot

Cercando Godot

Cercando Godot è il racconto che ho scritto per le Storie dell’armadio, un gioco-concorso organizzato da vib-spazio Vibrissae di Federica Sgaggio. Le regole del gioco letterario prevedono la scrittura di un racconto breve, (lunghezza massima di 2.000 battuta (spazi e punteggiatura compresi), che narri una storia in cui un capo di abbigliamento, un accessorio o un profumo hanno un ruolo centrale.

Nel mio racconto, è protagonista un cappello …

Ecco i link: https://lestoriedellarmadio.wordpress.com/

Cercando Godot  di Alessia Balan

“L’ho perso una sera di ritorno da una lunga giornata di prove a Venezia. Ero riuscita a prendere l’ultimo treno, carica di zaino e borse. Mi addormentai subito sul sedile, sopraffatta dalla stanchezza. Quando sentii annunciare l’arrivo alla stazione in cui dovevo fermarmi, mi svegliai di soprassalto. Nell’urgenza di scendere, dimenticai il cappello. Me ne accorsi, però, solo il giorno dopo.

«È un oggetto smarrito… come un ombrello o un paio d’occhiali», così liquidò la questione, la mattina seguente, l’impiegato allo sportello della stazione. Tentai di spiegargli che quella definizione era troppo generica e che non tutti gli oggetti sono uguali. Aveva un nome per me quella perdita, uno spazio dedicato nel mio armadio e nella mia vita. Non mi rassegnai e decisi di cercare Godot, a modo mio. Non sapevo se qualcuno se lo fosse tenuto o se, invece, fosse finito da qualche parte, in un posto senza nome. A chi mai poteva interessare un cappello, per giunta sgualcito? Stampai dei volantini con una foto e una breve descrizione: «Cerco urgentemente un cappello a bombetta nero, di feltro, con un nastro nero. Al suo interno ci sono due iniziali: G.O.». Quelle due righe davano solo le informazioni necessarie per ritrovarlo, ma non raccontavano la storia del mio cappello. Non dicevano che il nome gli era stato assegnato nell’entusiasmo di un debutto teatrale, in una versione tutta femminile dell’opera di Beckett. Poche parole non potevano inoltre chiarire che quelle erano le iniziali dell’uomo che aveva portato il teatro nella mia vita e che, troppo presto, se n’era uscito di scena. Non spiegavano soprattutto che, con Godot, ero riuscita a cambiare, con leggerezza, a trovare umanità nell’imperfezione.

Cercare è ora il mio modo di eludere l’attesa. Mi consola la folle speranza che tutto questo sia forse la messa in scena di uno spettacolo più grande, che ancora deve iniziare, ma che riserverà un finale a sorpresa.”

UNA PORTA APERTA

Il 25 novembre sarà la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Vorrei proporre un mio racconto, UNA PORTA APERTA , che è stato inserito nel primo open ebook italiano, L’ Intimo delle donne, una raccolta di racconti che hanno come tema principale la violenza sulle donne. L’introduzione del libro è a cura  del fondatore di Libreriamo,  Saro Trovato, le prefazioni sono di Francesca Barra ( giornalista e scrittrice), Annalisa Monfreda (direttrice di Donna Moderna) e Luisa Pronzato ( coordinatrice 27ma Ora).

I racconti della raccolta sono introspettivi, parlano di  amori finiti male, di uomini che hanno illuso e ferito e descrivono i sentimenti più profondi delle donne.

La porta aperta del mio racconto vuole essere un’immagine di speranza, per un finale diverso in cui sia possibile il riscatto, il rispetto e la solidarietà.

Da  L’intimo delle donne:

UNA PORTA APERTA di Alessia Balan

«La pancia no!» aveva urlato: quel grido disperato, finalmente era uscito fuori. «Nooo!» «Basta!!!». Le parole erano risuonate forti, impellenti in quella stanza e ora dovevano solo diventare azione. Lui rimase spiazzato da quella reazione. Irene fece appello a tutte le sue forze, riuscì a divincolarsi e a sferrargli un calcio proprio là, dove lui si credeva più uomo. Il colpo dovette averlo ferito, tanto che lui gridò, la minacciò, forse le chiese aiuto. Irene si lanciò verso la porta d’uscita. «Non voltarti» «Non ascoltarlo» si ripeté, per non ricadere ancora una volta vittima dell’incantesimo della paura e della disperazione. «Devo scappare». Era il solo pensiero di sopravvivenza, mentre il cuore batteva impazzito. Con un gesto meccanico raccolse la borsa e poi si precipitò giù per le scale. Terzo piano, secondo piano, piano terra. Nella sua condizione non ci volevano tutti quegli scalini; le sembrò di aver smesso di respirare dall’affanno. Da troppo tempo il suo respiro era soffocato e timoroso, come se una semplice inspirazione potesse diventare motivo di disturbo. Era arrivata al punto di cercare di anticipare le richieste, di prevedere le mosse, gli scatti d’ira di quell ’uomo, doppiamente prigioniera di quel legame assurdo e sbagliato e di se’ stessa. La paura era diventata il suo stato d’animo abituale, si era impossessata delle sue giornate e delle sue azioni. Paura che qualcosa andasse storto e lo irritasse; paura di dire per non contrariarlo; paura di fare, per non sbagliare; paura di non aver fatto abbastanza, perché anche quello poteva essere un errore; paura di esistere, perché oramai quell’uomo era riuscito a cancellarle ogni briciola di autostima, a farla sentire inadeguata a tutto, anche al genere umano. «Non sei capace di fare nulla!» «Non vali niente». Forte della sua miseria, lui la picchiava, sfogando una rabbia di cui lei non 133 L’intimo delle donne aveva colpa. All’ inizio non era stato così, almeno non subito. «Mi occupo io di te» le aveva detto. Non le era sembrato vero che qualcuno le dimostrasse attenzione. Nel bisogno disperato di affetto aveva confuso l’amore con l’ossessione, la comprensione con un’ingiustificata accettazione, l’interessamento con il controllo. «Dimmi quello di cui hai bisogno. Ci penso io» insisteva quell’ uomo-padrone. Irene aveva iniziato a delegargli l’esistenza e lui si era sentito sempre più autorizzato a interpretarne i bisogni a sua discrezione, fino al totale controllo della sua vita. «Ribellati. Fai qualcosa. Non puoi andare avanti così!» le ripeteva, invano, l’unica amica che riusciva a vedere di nascosto. «Ma io ho bisogno di lui. E’ tutta la mia vita. Non ce la faccio» , ancora si ostinava a ripetere Irene a testa bassa, perché la vergogna le impediva di scostare i capelli che le coprivano i lividi. In quella folle dipendenza, mascherata da sentimento, si alimentava ogni giorno il degrado della sua vita. Essere felice era un diritto per niente scontato, ma tutto da guadagnare. La paura di perdere quel niente che aveva, le faceva ricacciare dentro ogni ribellione. Le bastava che lui un giorno le chiedesse scusa, per ricominciare a sperare che cambiasse, per trovare comunque qualcosa di cui rimproverarsi e per convincersi che, in fondo, la sopportazione aveva un senso. Nessuno scatto d’orgoglio fino a quel giorno. Non l’avrebbe forse mai fatto per se’ stessa, ma per la sua creatura sì. Non poteva venire al mondo per aver paura di esistere. Per lei dovevano esserci solo braccia alzate in un abbraccio, mani aperte per dolci carezze e le parole dovevano avere la magia di una ninna nanna. Aveva finito l’ultima rampa e dovette prendere fiato alcuni secondi, ma non aveva ancora osato voltarsi indietro. Sbatté dietro di sé la porta del condominio e uscì in strada. Riprese a correre: la mano sempre incollata al grembo e un’unica meta in mente. Era stremata, ma inebriata da quella forza ritrovata, da quel coraggio insperato che la faceva sentire viva dopo tanto tempo. Finalmente le si aprì una porta sicura. «Aiutami!» riuscì appena a dire, prima di crollare esausta, tra le braccia dell’amica.

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Un manoscritto inedito di Charlotte Brontë

Charlotte Brontë

Condivido una notizia pubblicata dal giornale inglese The Guardian in cui si parla della scoperta di un racconto  e una poesia inedite di Charlotte Brontë (1816-1855)una delle tre sorelle  Brontë (Emily,1818-1848 e Anne,1820-1849). Charlotte è  conosciuta sopratutto per  Jane Eyre. L’articolo del giornale inglese rivela una vocazione letteraria precoce di Charlotte che, già a 17 anni, compose il racconto da poco ritrovato. Il manoscritto è anche uno dei pochi beni che la madre, Maria Brontë, lasciò quandò morì.

All’inizio la famiglia  Brontë vendette il libro alla morte del padre di Charlotte nel 1861. L’opera viaggiò poi dall’Inghilterra agli Stati Uniti, acquistata da un collezionista. Alla fine di quest’anno è giunta al  Brontë Parsonage Museum a Haworth ed è stata acquisita dalla  Brontë Society. Continua a leggere

Catherine Dunne a Verona

Ritorno con piacere a parlare della scrittrice irlandese Catherine Dunne per comunicare che sarà in Italia , a Verona presso lo Spazio Vibrisse, sabato 26 settembre. Sarà l’occasione per Catherine Dunne di parlare del suo ultimo libro Un terribile amore . Il pubblico avrà l’opportunità di porre domande alla scrittrice e di conoscere il nuovo”happy place” Vibrisse.

“UN TERRIBILE AMORE” di Catherine Dunne

Catherine Dunne

 

Un terribile amore –  l’ultimo romanzo della scrittrice irlandese Catherine Dunne – è stata una delle mie recenti letture estive. Conoscevo già altri romanzi  Catherine Dunne e quindi ho atteso con curiosità anche quest’ultima lettura.  Ho avuto anche il piacere di incontrare  Catherine Dunne qualche anno fa nel corso di  un seminario di scrittura creativa; una persona davvero cordiale e disponibile. Ricordo le sue parole sul difficile e appagante lavoro dello scrittore: passion, patience e professionalism sono gli  ingredienti essenziali che accompagnano ogni processo creativo. Come in altri romanzi dell’autrice irlandese, le donne sono protagoniste della storia. Mentre, però, i precedenti romanzi erano ambientati in una domestic Irish life, in Un terribile amore l’ambientazione si apre fino a comprendere la Spagna, Cipro e il Regno Unito.

Un terribile amore è il titolo italiano, mentre “All that I’ve loved” è  Il titolo originale, meno esplicito e, a mio parere, più evocativo.

In Un terribile amore le protagoniste di due storie parallele sono  Calista e Pilar, due donne dal destino solo apparentemente diverso. Calisita è irlandese, mentre Pilar è spagnola, ma entrambe inciampano in un amore terribile, sbagliato che sconvolge le loro vite. Nelle loro storie incombono  le forze di una tragedia classica: la passione travolgente, l’odio  e il desiderio di vendetta, il peso dell’errore e la volontà di riscattarlo. Sono donne che si trovano a lottare contro un mondo maschile e sono  costrette a contare sul loro coraggio e la volontà di non tradire se stesse.

Omaggio a Lorca con María Pilar Pérez Aspa

Pilar - 3 “Pilar e Federico” è un monologo teatrale intenso, coinvolgente, splendidamente interpretato  e scritto dall’attrice spagnola María Pilar Pérez Aspa.  Federico, nel titolo,  è naturalmente il grande poeta e drammaturgo spagnolo Federico García Lorca. La poesia, l’umanità del poeta, il suo non essere conforme emergono in ogni punto del testo. Il monologo è in italiano, mentre le citazioni delle poesie di Lorca sono in lingua spagnola e questo consente al pubblico di “entrare” nella narrazione . Accanto alla Storia  –  dalla Seconda Repubblica alla Guerra Civile, con tutte le  contraddizioni di una Spagna in bilico tra spinte progressiste e conservatrici – si avverte l’urgenza di verità di una storia, forse meno nota, che alcuni non hanno voluto vedere o non hanno avuto il coraggio di raccontare. Continua a leggere

OMAGGIO A LORCA

Federico García Lorca

La presentazione dell’ebook “Le donne di Lorca” a  Verona grazie all’invito di Acis -, Associazione culturale italo-spagnola – è stata l’occasione per rendere omaggio al grande poeta e drammaturgo spagnolo che ha saputo creare figure femminili universali. Mi ha dato anche l’opportunità di spiegare la scelta del titolo dell’ebook.  Dunque, perchè Lorca? La scelta nasce da una preferenza letteraria personale, ma soprattutto tiene conto dell’originale sintesi che Lorca ha saputo rappresentare nella vita come nelle sua produzione artistica. In soli 38 anni di vita è stato poeta, scrittore, disegnatore e pianista e ha saputo coniugare la grande tradizione spagnola con l’innovazione delle Vanguardias del primo Novecento. Continua a leggere

PRESENTAZIONE dell’eBook “LE DONNE DI LORCA

Le donne di Lorca – ebook

 

Martedì 21 aprile a Verona, dalle 19:15 in poi  presso l’osteria “Ai Preti”, via dell’Interrato dell’Acqua Morta, in occasione della festa di San Jordi, presenterò il mio ebook Le donne di Lorca presso ACIS, l’associazione italo-spagnola di Verona. Grazie per il gentile invito alla presidente Anna Altarriba Cabré e alla  prof.ssa Susana Benavente Ferrera dell’Università degli Studi di Verona che condurrà l’intervista.

¡Os esperamos!

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