GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO

23 Aprile 2013 – Giornata Mondiale del Libro

Come  promesso, ecco alcuni aggiornamenti dal Pais, il quotidiano spagnolo che da qualche giorno sta riservando un’ampia sezione alla Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore. Nel novembre del 1995 l’UNESCO ha dedicato la giornata del 23 aprile al libro e al diritto d’autore. La scelta della data non è stata causale e per questo ha una grande risonanza sia nel mondo ispanico che anglosassone:  il 23 aprile 1616 morirono il grande scrittore spagnolo Miguel de Cervantes, autore del Don Quijote e William Shakespeare (anche se in realtà dieci giorni dopo).

In realtà questa è diventata poi una data simbolica per la letteratura mondiale poichè molti autori nacquero o morirono il 23 aprile:   Maurice Druon, K. Laxness, Vladimir Nabokov, Josep Pla o Manuel Mejía Vallejo.

Lo stretto legame con la Spagna si deve anche al fatto che l’idea originale per questa celebrazione del libro partì dalla Catalogna, dall’iniziativa di Vicente Clavel Andrés. Il 23 aprile coincide in Catalogna con la festa del patrono della Catalogna e Aragona,  San Giorgio (Sant Jordi). In questa occasione è tradizione che gli innamorati e le persone care si scambino una rosa e un libro. Quale connubio più bello! Continua a leggere

ASPETTANDO IL 23 APRILE, LA GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO CON EL PAIS

23 Aprile 2013: Giornata mondiale del libro

Mi ha piacevolmente colpito l’ampio spazio che El Pais riserverà alla Giornata mondiale del libro del 23 aprile. Dall’edizione di oggi fino al 24 aprile, una sezione speciale,  “Día del libro 2013”, sarà interamente dedicata alla lettura, i libri e alla letteratura. E’ un invito a leggere, parlare di letteratura  e condividere libri e scoprire nuovi scrittori. Interviste, suggerimenti saranno affidati a cinque esperti blogger della sezione cultura del Pais che, in questo modo, daranno vita a un catalogo di suggerimenti per diversi generi: dalla narrativa, la poesia e il saggio, all’arte, alla cucina, passando anche per la musica e per l’arte. Continua a leggere

VIVA LE “CITTA’ DEL LIBRO”!

Un articolo di ieri sul Corriere della Sera presentava il convegno che si tiene oggi e domani a Torino su “iniziative culturali e spazi urbani” e le “città del libro“. Due dati mi hanno particolarmente colpito. Innanzitutto, l’amara considerazione iniziale:

“il sospetto, per non dire la certezza, che in realtà delle sorti del libro in Italia non importi quasi nulla a nessuno”.

Tuttavia, resistono ancora i festival, le fiere  e i saloni del libro che:

“hanno certo tutte una marcata impronta locale, un radicamento non solo fisico, ma anche economico, di iniziativa e di utenza in un determinato territorio. (…)

 

La via italiana al libro e alla promozione della lettura è dunque consistita e consiste principalmente nel sostituire allo Stato centrale un livello locale in cui confluiscono tre soggetti: enti pubblici, appunto locali; forze economiche, principalmente fondazioni bancarie; e gruppi o soggetti singoli di iniziativa, come fu Guido Accornero per il Salone di Torino nel 1988 o il gruppo mantovano (Nicolini, la Corraini ecc.) per il Festival di Mantova nel 1997.”

I festival  danno vita a un clima gioioso e allegro e trasmettono un senso di “fratellanza” tra i lettori,  inoltre hanno il merito  di aver avvicinato anche i giovani al libro:

“Non predicando loro la necessità di leggere, ma arruolandoli nell’organizzazione, facendoli partecipare dall’altra parte della barricata.”

 

Aiutano a promuovere il libro dando un’ idea meno “scolastica” , ” meno «doveristica», più personale, più allegra” della lettura.

L’altro dato che mi ha colpito riguarda il numero di lettori in Italia. Continua a leggere

E-BOOK DI SECONDA MANO, UNA RIVOLUZIONE IN CORSO

Non so voi, ma io non mi sono ancora convertita alla lettura esclusiva su e-book. Non ho pregiudizi, ma qualche riserva sì. Sicuramente conservo ancora  una predilezione, non solo affettiva, per il libro di carta. Tuttavia,  credo che il fattore economico, la facile fruibilità  in un unico dispositivo sicuramente costituiscano un punto a favore per gli e-book. Magari troverò la soluzione in un giusto compromesso tra tradizione e innovazione. Mi rimane comunque la curiosità di provare…

Mi ha colpito però una notizia letta su La Repubblica in cui si  annuncia la nascita degli e-book di seconda mano. Continua a leggere

JAVIER MARÍAS, UN CUORE COSI’ BIANCO

Javier Marías: Un cuore così bianco (2005)

Vorrei parlarvi di un bel libro Un cuore così bianco (titolo originale: Corazón tan blanco) dello scrittore spagnolo Javier Marías. Mi è piaciuto per diverse ragioni: è ben scritto, è ricco di riflessioni sull’amore e sulla morte, sulla verità, su ciò che non si dovrebbe dire e su ciò che non si vorrebbe sapere.

Storie di coppie. Nuove, passate e sempre diverse. Juan da poco sposato con Luisa; Ranz e le sue tre vedovanze; Berta, e le vane sue speranze riposte nei compagni di una notte; Guillermo e le minacce della sua amante cubana.

La trama in breve è questa Continua a leggere

“TU”, IL TITOLO GIUSTO PER UN LIBRO?

Tu, mio- Erri de Luca

L’influenza di questi giorni, ahimè, mi ha costretto a una pausa e, cosa invece meno negativa, a concedermi qualche lettura in più. Così mi sono imbattuta su un articolo di Valeria Parrella apparso nel quotidiano La Repubblica, con un titolo che ha subito richiamato la mia attenzione: Perchè i romanzi ci danno del tu?

La giornalista ci fa notare che c’è una lunga lista di romanzi, tra i più venduti in Italia in questi mesi, che adottano proprio nel titolo il pronome personale “tu”, o comunque:

Tecnicamente alcuni di questi titoli non contengono verbi coniugati in seconda persona, ma allora hanno un pronome di seconda, oppure sono sintagmi nominali in cui ce n’ è uno in aggettivo

Esistono anche altri titoli recenti e famosi: Non ti muovere di M.Mazzantini, Ti prendo e ti porto via di Ammaniti, Fai dei bei sogni di Gremellini, Tu, mio di Erri de Luca. Continua a leggere

JANE AUSTEN, I 200 ANNI DI “ORGOGLIO E PREGIUDIZIO”

“Pride and Prejudice”(2005) film diretto da Joe Wright

Alle celebrazioni per  i 200 anni della pubblicazione di Orgoglio e Pregiudizio (1813) di Jane Austen (1775-1817) di cui già avevo parlato in un precedente post, si aggiunge l’iniziativa annunciata oggi su The Guardian: il servizio postale britannico, la Royal Mail, ha deciso di dedicare una serie di francobolli con l’immagine dei sei romanzi di Jane Austen: Orgoglio e Pregiudizio (1813), Ragione e Sentimento (1811), Emma (1815),  Persuasione ( 1818), L’abbazia di Northanger (1817), Mansfield Park (1814) . Inoltre le lettere spedite a Chawton nell’Hampshire, dove la Austen trascorse l’ultima parte della sua vita, e a Steventon,  dove nacque la scrittrice, avranno per una settimana un timbro speciale in cui apparirà una famosa citazione da Orgoglio e Pregiudizio.

“Do anything rather than marry without affection” (Pride and Prejudice)

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NUOVO LIBRO DI ILDEFONSO FALCONES, “LA REINA DESCALZA”

“La reina descalza”, Ildefonso Falcones

Leggo su el Pais di oggi l’annuncio di un’anteprima letteraria: l’imminente uscita del nuovo romanzo dello scrittore catalano  Ildefonso Falcones, l’autore di La cattedrale del mare (La catedral del mar ). La nuova opera, La reina descalza (letteralmente “scalza”) uscirà domani in Spagna, ma El Pais ne ha anticipato oggi un capitolo. Nell’articolo “La vida tras la esclavitud y la persecución gitana, vista por  Ildefonso Falcones” di J.Josè Abad, si rivela che Falcones in questo romanzo fa un ritratto della società spagnola della metà del XVIII secolo e narra di alcuni episodi meno noti della storia spagnola: la secolare persecuzione della popolazione di origine gitana:

“(…) uno de los episodios menos conocidos de los últimos siglos de la historia de España: la persecución secular a la que fue sometida la población de origen gitano.”

In questo scenario d’epoca in cui appaiono bastimenti, conventi, teatri e gitani, confluiscono anche le storie di una giovane gitana e di una ragazza cubana arrivata da Siviglia dopo aver ottenuto la libertà.  La schiavitù e la vita nelle colonie è un altro dei temi di cui tratta La reina descalza: Continua a leggere

LE METAFORE, SPIEGATE DA NERUDA-SKÁRMETA

“Che cosa sono le metafore?” mi ha chiesto oggi mio figlio. E’ la stessa domanda che Mario, nel  libro “Il postino di Neruda” (El cartero de Neruda) di  Antonio Skármeta, fa al poeta Pablo Neruda.  Mi sono allora venute in mente le parole che Skármeta attribuisce al poeta cileno Pablo Neruda, intento a spigare al postino Mario i segreti delle metafore: le metafore sono, più o meno precisamente, dei modi di dire una cosa paragonandola ad un’altra;  per esempio, quando diciamo che “il cielo sta piangendo” stiamo già facendo una metafora, in realtà,  intendiamo dire che piove:

– ¡ Metáforas, hombre!

–  ¿Qué son esas cosas?

El poeta puso una mano sobre el hombro del muchacho.

– Para aclarártelo más  o menos imprecisamente, son modos de decir una cosa comparándola con otra.

– Deme un ejemplo.

Neruda miró  su reloj y suspiró .

-Bueno, cuando tú dices que el cielo está llorando.  ¿Qué es lo que quieres decir?

– ¡Qué fácil! Que está lloviendo.

– Bueno, eso es una metáfora.

(“El Cartero de Neruda , A.Skármeta, Ed.Ave Fénix)

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ORGOGLIO E PREGIUDIZIO, JANE AUSTEN

E’ verità universalmente riconosciuta che uno scapolo largamente provvisto di beni di fortuna debba sentire il bisogno di prendere moglie” è questo il celebre incipit del capolavoro di Jane Austen (1775-1817), la scrittrice che Virginia Woolf definì “l’artista più perfetta tra le donne”. Ricordo che nella lettura del romanzo mi sono sentita ospite di quel mondo della provincia inglese di fine Settecento abitato da ragazze in cerca di marito, il cui orizzonte non sembrava andare oltre i balli, i té, gli amori e le aspirazioni della buona società. Mi ha colpito il ritratto  puntale, spesso ironico  e squisitamente femminile della Austen. Quest’anno ricorre il 200° anniversario di Pride and Prejudice. Un articolo di Matilda Battersby su The Independent del 28/01/2013 (www.independent.co.uk) ricorda una lettera di Jane Austen datata 29 gennaio 1813, in cui la scrittrice esprime tutto il suo entusiasmo per aver ricevuto una copia del suo libro, Pride and Prejudice, ““my own darling child“, come lei stessa lo definisce.

Mi sono chiesta leggendo l’articolo se la gioia creativa di uno scrittore sia rimasta immutata nei secoli, al di là dei formati o materiali usati, libri o e-book.

Se vi capitasse di andare nel Regno Unito quest’anno e siete degli amanti della letteratura inglese, merita allora una visita il Jane Austen’s House Museum a Chawton.  Magri prima date anche un’occhiata a un sito dedicato all’anniversario di Orgoglio e Pregiudizio: www.prideandprejudice200.org.uk.

Per invogliare chi non l’avesse ancora letto, un passo famoso dal capitolo cinque del romanzo: “ Vanità e orgoglio sono cose molto diverse, benché le due parole vengano spesso confuse. Si può essere orgogliosi senza essere vanitosi. L’orgoglio si riferisce piuttosto all’opinione che abbiamo di noi stessi; la vanità a quella che si vorrebbe che gli altri avessero di noi”.