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Diario di Andrés Fava di Julio Cortázar

Un’esperienza  ricca e interessante la lettura del testo di Julio Cortázar, Diario di Andrés Fava( Ed. Voland, traduzione di Paola Tomasinelli, 97 pag.). L’  Andrés  del titolo è anche il nome del protagonista di un romanzo di Cortázar, El Examen, tuttavia il diario rimase sempre escluso dal corpus del romanzo.

Diario di Andrés Fava è Un libro difficile da raccontare perché è un lungo flusso di pensieri, frammenti di poesie, citazioni di poeti, di opere cinematografiche, riflessioni esistenziali.  E’ lo stesso autore argentino a darne una definizione:

” Forse questo diario è un’occupazione da argentino; come il caffè – diario orale di vita – collezionare donne, gli affari facili e la tristezza quieta. Quanto appare difficile qui una costruzione coerente, un ordine e uno stile. inoltre, per scrivere un diario bisogna meritarlo.”

il Diario di Andrés Fava risulta una raccolta, o meglio ancora,-  come afferma la traduttrice  italiana del testo Paola Tommasinelli- “un mosaico, , un collage  (…) una jam session”  di impressioni , immagini, appunti in cui si sente l’eco surrealista e il richiamo alle avanguardie. I riferimenti letterari sono davvero tanti e diversi tra loro: da Keats, Hesse, Joyce, Carlyle,Balzac …

Alcune frasi e pensieri che ho sottolineato:

sulla scrittura e il linguaggio:

“ahimè il linguaggio è il nostro peccato originale (…). Sempre, in sè, riflesso , strumento. Ma la libertà guadagnata con la putrefazione della mia eccellente prosa antica, sta nel pormi il più vicino possibile  alla materia da esprimere , la materia fisica o fittizia che voglio ( o sono obbligato a) esprimere. Per questo mi libero del linguaggio adeguato (che non è tale bensì adeguante) e accetto, provoco, invento e provo un dire che è un dirsi di ciò che mi avvolge, mi interessa e mi desta.” (Diario di Andrés Fava , p.41)

sulla vita, la morte e il rimanere:

” a volte penso che morire sia sottrarsi un po’ al vuoto. (…) Il gesto umano per eccellenza è rimanere. Sono, dunque rimango, e viceversa.” (Diario di Andrés Fava , p.63)

sul viaggio:

” Il viaggio non è una soluzione. Non siate così sciocchi da crederlo. Serve – e tanto- come riproblematizzazione. Chi vada a farsi un giro e torni, e abbia tenuto gli occhi aperti, conoscerà la forma della sua gabbia, gli angoli e i peasaggi che permettono le evasioni” (Diario di Andrés Fava , p.71)