COME SI PRONUNCIA “JORGE”, IL NOME DEL PAPA? UNA QUESTIONE DI FONETICA

 

Clarín -Argentina

In seguito alle elezioni del nuovo papa, ho sentito spesso pronunciare in modo errato, anche alla televisione e alla radio, il nome Jorge. Vorrei quindi aiutarvi e fare un po’ di chiarezza su questo aspetto della fonetica della lingua spagnola.

L’alfabeto spagnolo assomiglia abbastanza a quello italiano, tuttavia ci sono dei suoni che si scrivono in un modo diverso e suoni che esistono in spagnolo ma non italiano, e viceversa.

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COME SI PRONUNCIA?

E’ una domanda che si sente porre sempre più spesso, da  professionisti, giornalisti, lettori, e non solo da studenti di lingua. Succede di incontrare nomi di personaggi, attori, film o località di cui non conosciamo  la pronuncia corretta.

Vi ricordate, per esempio, il nome di quel vulcano islandese che aveva creato seri problemi alla circolazione aerea qualche tempo fa, “Eyjafjallajökul”. Chi sapeva come pronunciarlo?

Ecco che adesso il web ci viene in soccorso. Un articolo del Corriere della sera del  07 marzo dà un elenco di alcuni siti che ci suggeriscono come leggere le parole: Pronnyrightpronunciation.com, forvo.com e pronounceitright.com. Continua a leggere

“TU”, IL TITOLO GIUSTO PER UN LIBRO?

Tu, mio- Erri de Luca

L’influenza di questi giorni, ahimè, mi ha costretto a una pausa e, cosa invece meno negativa, a concedermi qualche lettura in più. Così mi sono imbattuta su un articolo di Valeria Parrella apparso nel quotidiano La Repubblica, con un titolo che ha subito richiamato la mia attenzione: Perchè i romanzi ci danno del tu?

La giornalista ci fa notare che c’è una lunga lista di romanzi, tra i più venduti in Italia in questi mesi, che adottano proprio nel titolo il pronome personale “tu”, o comunque:

Tecnicamente alcuni di questi titoli non contengono verbi coniugati in seconda persona, ma allora hanno un pronome di seconda, oppure sono sintagmi nominali in cui ce n’ è uno in aggettivo

Esistono anche altri titoli recenti e famosi: Non ti muovere di M.Mazzantini, Ti prendo e ti porto via di Ammaniti, Fai dei bei sogni di Gremellini, Tu, mio di Erri de Luca. Continua a leggere

NUOVO LIBRO DI ILDEFONSO FALCONES, “LA REINA DESCALZA”

“La reina descalza”, Ildefonso Falcones

Leggo su el Pais di oggi l’annuncio di un’anteprima letteraria: l’imminente uscita del nuovo romanzo dello scrittore catalano  Ildefonso Falcones, l’autore di La cattedrale del mare (La catedral del mar ). La nuova opera, La reina descalza (letteralmente “scalza”) uscirà domani in Spagna, ma El Pais ne ha anticipato oggi un capitolo. Nell’articolo “La vida tras la esclavitud y la persecución gitana, vista por  Ildefonso Falcones” di J.Josè Abad, si rivela che Falcones in questo romanzo fa un ritratto della società spagnola della metà del XVIII secolo e narra di alcuni episodi meno noti della storia spagnola: la secolare persecuzione della popolazione di origine gitana:

“(…) uno de los episodios menos conocidos de los últimos siglos de la historia de España: la persecución secular a la que fue sometida la población de origen gitano.”

In questo scenario d’epoca in cui appaiono bastimenti, conventi, teatri e gitani, confluiscono anche le storie di una giovane gitana e di una ragazza cubana arrivata da Siviglia dopo aver ottenuto la libertà.  La schiavitù e la vita nelle colonie è un altro dei temi di cui tratta La reina descalza: Continua a leggere

EMILY DICKINSON ANCHE IN SPAGNOLO

 

Emily Dickinson (1830-1886)

Quando ho letto il nome di  Emiliy Dickinson non ho potuto fare a meno di soffermarmi a leggere l’articolo di A. Rupérez apparso nel giornale El Pais il 15 febbraio.  Si annuncia l’uscita di un consistente volume che raccoglie una nuova traduzione in spagnolo delle poesie della poetessa americana. ( Poesía completa. Emily Dickinson. Traducción de Enrique Goicolea. Ediciones Amargord. 1.031 páginas).

Amo la poesia di Emily Dickinson e più volte torno a rileggerla. L’ho sempre però letta in inglese o nella traduzione italiana e quindi mi ha incuriosito l’idea di come i suoi versi potessero essere resi in spagnolo.  La sua straordinaria capacità di condensare immagini e parole, la sua sintassi spesso ellittica e senza punteggiatura, il suo ricchissimo vocabolario conferiscono ai suoi versi una straordinaria forza espressiva, ma non sempre la sua poesia risulta facile alla prima lettura.

E’ sorprendente l’universo di Emily Disckisnon – “asombroso” è definito nell’articolo spagnolo – e comprende sia le piccole cose della vita quotidiana che i grandi temi della vita (amore, solitudine, morte, eternità). Anche le Natura è un motivo costante nella sua poesia ed è fonte di rivelazioni esistenziali.  Come spiegato nell’articolo del Pais, si tratta di una Natura “indicibile” perché produce più nello spirito di quanto il linguaggio possa dire.

“La Naturaleza es un motivo constante en la poesía de la gran contempladora que fue Dickinson. … Una gran pasión, sin duda, fuente no solo de delicias sensoriales sino de revelaciones existenciales, siguiendo en eso a sus maestros románticos, que tanto la marcaron. Y esa naturaleza es indecible porque produce más en el espíritu de lo que el lenguaje puede decir” Continua a leggere

CORIANDOLI & CONFETTI

DSC_0155-CARNEVALE Anche il Carnevale può offrire uno spunto per una curiosità linguistica.  Ci pensavo proprio ieri mentre mi trovavo al Carnevale di Venezia in piacevole compagnia di alcuni amici inglesi. Nella lingua inglese quei piccoli dischetti di carta colorata che noi chiamiamo coriandoli, sono detti confetti. Il temine tradisce chiaramente un’ origine italiana .  Secondo  l’ Oxford Dictionary of English tale “confusione linguistica” risale  all’usanza italiana – già prima del 19° secolo – di lanciare, durante il carnevale e nei matrimoni, un tipo di dolcetti  fatti con una mandorla all’interno e ricoperti di zucchero, i nostri confetti appunto.

E in spagnolo, come chiamano i coriandoli? Confeti!

“¿Qué haces con ese libro aquí? QUANDO LA LETTURA E’ COMPULSIONE

Libri-AntichiNon ho potuto resistere al richiamo del titolo di questo articolo apparso il 30 gennaio sul  blog spagnolo Vano Oficio di Iván Thays nel giornale El Pais. E’ così che mi sono sentita identificata in questa “piacevole malattia” di cui ho riscontrato tutti i sintomi. Provo a riassumervi il testo. L’originale in spagnolo lo trovate a questo indirizzo: http://blogs.elpais.com/vano-oficio/2013/01/la-compulsion-lectora.html

L’autore confessa di avere un comportamento compulsivo verso la lettura che lo rende incapace di stare senza un libro –  “simplemente no podía dejar de leer. Tampoco podía dejar de llevar un libro a donde quiera que fuese” – e risale al momento della sua infanzia in cui questa dipendenza letteraria è iniziata. A casa sua aveva una biblioteca a cui attingeva per le letture e una sera si accorse che sua nonna, che viveva con lui, ogni sera prelevava un nuovo libro per riporlo la mattina seguente. Fu così che cominciò  a provare invidia per la rapidità di lettura della nonna con cui non riusciva a competere. Più tardi scopri che in realtà la nonna sfogliava solo le illustrazioni dei libri. Tuttavia si sentì  soddisfatto solo quando anche lui riuscì a leggere un libro intero in un solo giorno. Era un  libro di 100 pagine. Da allora la pagina  100 di qualsiasi libro è diventata per lui un mito, quando ci arriva si ferma un po’ a riposare: “Por cierto, la página 100 de cualquier libro se ha convertido en un mito. Cuando llego a ella, por más páginas que tenga el libro, me detengo un rato a descansar y siento que he conquistado un Everest; lo demás es coser y cantar.”

Prossimamente mi piacerebbe parlare delle piccole “ossessioni”  o  “riti” riservati alla lettura.

Hasta pronto

 

 

SCRITTORI LATINOS IN INGLESE

DICTIONARYA proposito di multiculturalità e di diversità linguistiche che diventano ricchezza, ho trovato interessante l’articolo di Winston Manrique Sabogal apparso su El Pais del 23 gennaio  in cui parla dell’apporto sempre più innovativo e prolifico degli scrittori latinos che scrivono in lingua inglese.  “La letteratura degli Stati Uniti negli ultimi  sessant’ anni è fatta di radici transazionali,  bilingue e multiculturali”  in cui hanno sempre più voce gli scrittori di origine ispanoamericana. Ne è stata una conferma la scelta di far leggere una poesia al poeta di origine cubana, Richard Blanco in occasione della cerimonia di insediamento per il secondo mandato del presidente Barack Obama. Lo scrittore boliviano Edmundo Paz Soldán riconosce che gli scrittori latinos usano un inglese flessibile che non disdegna anche qualche intrusione della sintassi spagnola . Secondo Soldán quindi, la lingua spagnola sta entrando quasi di nascosto nell’inglese e arriverà a cambiarla dal di dentro:

El español se va filtrando de contrabando en el inglés y lo va cambiando desde adentro; en un país con una literatura tan oficialmente monolingüe —una literatura que no refleja la diversidad de la experiencia idiomática en los Estados Unidos—, se trata de un gesto notable que, gracias a estos autores, pronto dejará de serlo”.

Il mio blog è nato anche per questo  per raccogliere voci  e parole creative che giungono da culture e lingue diverse, soprattutto inglese e spagnolo.