VIVA LE “CITTA’ DEL LIBRO”!

Un articolo di ieri sul Corriere della Sera presentava il convegno che si tiene oggi e domani a Torino su “iniziative culturali e spazi urbani” e le “città del libro“. Due dati mi hanno particolarmente colpito. Innanzitutto, l’amara considerazione iniziale:

“il sospetto, per non dire la certezza, che in realtà delle sorti del libro in Italia non importi quasi nulla a nessuno”.

Tuttavia, resistono ancora i festival, le fiere  e i saloni del libro che:

“hanno certo tutte una marcata impronta locale, un radicamento non solo fisico, ma anche economico, di iniziativa e di utenza in un determinato territorio. (…)

 

La via italiana al libro e alla promozione della lettura è dunque consistita e consiste principalmente nel sostituire allo Stato centrale un livello locale in cui confluiscono tre soggetti: enti pubblici, appunto locali; forze economiche, principalmente fondazioni bancarie; e gruppi o soggetti singoli di iniziativa, come fu Guido Accornero per il Salone di Torino nel 1988 o il gruppo mantovano (Nicolini, la Corraini ecc.) per il Festival di Mantova nel 1997.”

I festival  danno vita a un clima gioioso e allegro e trasmettono un senso di “fratellanza” tra i lettori,  inoltre hanno il merito  di aver avvicinato anche i giovani al libro:

“Non predicando loro la necessità di leggere, ma arruolandoli nell’organizzazione, facendoli partecipare dall’altra parte della barricata.”

 

Aiutano a promuovere il libro dando un’ idea meno “scolastica” , ” meno «doveristica», più personale, più allegra” della lettura.

L’altro dato che mi ha colpito riguarda il numero di lettori in Italia. Continua a leggere

“¿Qué haces con ese libro aquí? QUANDO LA LETTURA E’ COMPULSIONE

Libri-AntichiNon ho potuto resistere al richiamo del titolo di questo articolo apparso il 30 gennaio sul  blog spagnolo Vano Oficio di Iván Thays nel giornale El Pais. E’ così che mi sono sentita identificata in questa “piacevole malattia” di cui ho riscontrato tutti i sintomi. Provo a riassumervi il testo. L’originale in spagnolo lo trovate a questo indirizzo: http://blogs.elpais.com/vano-oficio/2013/01/la-compulsion-lectora.html

L’autore confessa di avere un comportamento compulsivo verso la lettura che lo rende incapace di stare senza un libro –  “simplemente no podía dejar de leer. Tampoco podía dejar de llevar un libro a donde quiera que fuese” – e risale al momento della sua infanzia in cui questa dipendenza letteraria è iniziata. A casa sua aveva una biblioteca a cui attingeva per le letture e una sera si accorse che sua nonna, che viveva con lui, ogni sera prelevava un nuovo libro per riporlo la mattina seguente. Fu così che cominciò  a provare invidia per la rapidità di lettura della nonna con cui non riusciva a competere. Più tardi scopri che in realtà la nonna sfogliava solo le illustrazioni dei libri. Tuttavia si sentì  soddisfatto solo quando anche lui riuscì a leggere un libro intero in un solo giorno. Era un  libro di 100 pagine. Da allora la pagina  100 di qualsiasi libro è diventata per lui un mito, quando ci arriva si ferma un po’ a riposare: “Por cierto, la página 100 de cualquier libro se ha convertido en un mito. Cuando llego a ella, por más páginas que tenga el libro, me detengo un rato a descansar y siento que he conquistado un Everest; lo demás es coser y cantar.”

Prossimamente mi piacerebbe parlare delle piccole “ossessioni”  o  “riti” riservati alla lettura.

Hasta pronto