En un lugar del Veneto….In viaggio alla scoperta di Cervantes

copertinaUn’iniziativa interessante,  ricca di proposte e…sensoriale.  Si tratta della celebrazione dell’anniversario dei 400 anni dalla morte di Cervantes che offirà una serie di appuntamenti da marzo ad aprile a Verona.

“En un lugar del Veneto …  è il titolo di questo viaggio alla scoperta di Cervantes e del suo mondo, che prende ispirazione proprio  dalle prime righe de El Quijote, il capolavoro del grande  scrittore spagnolo.

I cinque sensi saranno coinvolti in questo itinerario di proposte  organizzate da    Acis (Associazione culturale italo-spagnola) e da I.I.O.P (Istituto internazionale per l’opera e la poesia):

 

 

 

 

Christmas to me, un Natale speciale


In tema con questo periodo dell’anno, v
orrei proporre una storia insolita, della scrittrice statunitense Harper Lee, che parla di un Natale speciale. Si tratta di un testo che è stato recentemente riportato  nel quotidiano inglese The Guardian, ma che fu pubblicato per la prima volta nella rivista MC Call nel dicembre del 1961.

In Christmas to me, la scrittrice descrive un Natale particolare in cui ricevette come dono da amici la possibilità di lasciare per un anno intero il suo lavoro e dedicarsi alla scrittura e al suo sogno di diventare una scrittrice.

Così descrive cos’era il Natale per lei, prima che quel Natale le cambiasse la vita :

Christmas to me was only a memory of old loves and empty rooms, something I buried with the past that underwent a vague, aching resurrection every year. ” 

E con queste parole segna la svolta della sua vita:

A full, fair chance for a new life. Not given me by an act of generosity, but by an act of love. Our faith in you was really all I had heard them say. I would do my best not to fail them. 

“…. the ache of an old memory left me for ever.

Dopo il libro di di grande successo Il buio oltre la siepe (To kill a mockingibird) e un periodo di autoisolamento, Harper Lee ha pubblicato quest’anno un nuovo libro, Go set a watchman.

Cercando Godot

Cercando godot

Cercando Godot

Cercando Godot è il racconto che ho scritto per le Storie dell’armadio, un gioco-concorso organizzato da vib-spazio Vibrissae di Federica Sgaggio. Le regole del gioco letterario prevedono la scrittura di un racconto breve, (lunghezza massima di 2.000 battuta (spazi e punteggiatura compresi), che narri una storia in cui un capo di abbigliamento, un accessorio o un profumo hanno un ruolo centrale.

Nel mio racconto, è protagonista un cappello …

Ecco i link: https://lestoriedellarmadio.wordpress.com/

Cercando Godot  di Alessia Balan

“L’ho perso una sera di ritorno da una lunga giornata di prove a Venezia. Ero riuscita a prendere l’ultimo treno, carica di zaino e borse. Mi addormentai subito sul sedile, sopraffatta dalla stanchezza. Quando sentii annunciare l’arrivo alla stazione in cui dovevo fermarmi, mi svegliai di soprassalto. Nell’urgenza di scendere, dimenticai il cappello. Me ne accorsi, però, solo il giorno dopo.

«È un oggetto smarrito… come un ombrello o un paio d’occhiali», così liquidò la questione, la mattina seguente, l’impiegato allo sportello della stazione. Tentai di spiegargli che quella definizione era troppo generica e che non tutti gli oggetti sono uguali. Aveva un nome per me quella perdita, uno spazio dedicato nel mio armadio e nella mia vita. Non mi rassegnai e decisi di cercare Godot, a modo mio. Non sapevo se qualcuno se lo fosse tenuto o se, invece, fosse finito da qualche parte, in un posto senza nome. A chi mai poteva interessare un cappello, per giunta sgualcito? Stampai dei volantini con una foto e una breve descrizione: «Cerco urgentemente un cappello a bombetta nero, di feltro, con un nastro nero. Al suo interno ci sono due iniziali: G.O.». Quelle due righe davano solo le informazioni necessarie per ritrovarlo, ma non raccontavano la storia del mio cappello. Non dicevano che il nome gli era stato assegnato nell’entusiasmo di un debutto teatrale, in una versione tutta femminile dell’opera di Beckett. Poche parole non potevano inoltre chiarire che quelle erano le iniziali dell’uomo che aveva portato il teatro nella mia vita e che, troppo presto, se n’era uscito di scena. Non spiegavano soprattutto che, con Godot, ero riuscita a cambiare, con leggerezza, a trovare umanità nell’imperfezione.

Cercare è ora il mio modo di eludere l’attesa. Mi consola la folle speranza che tutto questo sia forse la messa in scena di uno spettacolo più grande, che ancora deve iniziare, ma che riserverà un finale a sorpresa.”

Catherine Dunne a Verona

Ritorno con piacere a parlare della scrittrice irlandese Catherine Dunne per comunicare che sarà in Italia , a Verona presso lo Spazio Vibrisse, sabato 26 settembre. Sarà l’occasione per Catherine Dunne di parlare del suo ultimo libro Un terribile amore . Il pubblico avrà l’opportunità di porre domande alla scrittrice e di conoscere il nuovo”happy place” Vibrisse.

Omaggio a Lorca con María Pilar Pérez Aspa

Pilar - 3 “Pilar e Federico” è un monologo teatrale intenso, coinvolgente, splendidamente interpretato  e scritto dall’attrice spagnola María Pilar Pérez Aspa.  Federico, nel titolo,  è naturalmente il grande poeta e drammaturgo spagnolo Federico García Lorca. La poesia, l’umanità del poeta, il suo non essere conforme emergono in ogni punto del testo. Il monologo è in italiano, mentre le citazioni delle poesie di Lorca sono in lingua spagnola e questo consente al pubblico di “entrare” nella narrazione . Accanto alla Storia  –  dalla Seconda Repubblica alla Guerra Civile, con tutte le  contraddizioni di una Spagna in bilico tra spinte progressiste e conservatrici – si avverte l’urgenza di verità di una storia, forse meno nota, che alcuni non hanno voluto vedere o non hanno avuto il coraggio di raccontare. Continua a leggere

Adiós a Gabriel García Márquez, Gabo

Hay dolores que se dicen callando. Se dicen callando, pero duelen igual. Como nos duele la muerte del Gabo García Márquez” (Ci sono dolori che si esprimono con il silenzio. Si dicono senza parole, ma fanno male ugualmente. Così ci fa male la moprte di Gabo García Márquez”). Questo è stato il commento dello scrittore e amico di Gabo,  Eduardo Galeano in un’intervista telefonica  a “Telenoche” (El Trece) appena saputa la notizia della morte dello scrittore colombiano Gabriel García Márquez.Sono parole che riassumono la grandezza di questo riconosciuto “maestro universal”.

Un omaggio al grande scrittore colombiano, che è stato per me un importante incontro letterario attraverso le parole del suo discorso «La solitudine dell’America Latina» che fece nel dicembre 1982, durante la cerimonia di consegna dei premi Nobel a Stoccolma. Sono una testimonianza dell’importanza del suo impegno come scrittore sudamericano.

Qui di seguito la versione italiana e a seguire la versione spagnola del discorso. Continua a leggere

VI CONGRESSO INTERNAZIONALE DELLA LINGUA SPAGNOLA A PANAMA

Atlas sonoro del español – (Fernando Vicente)

Più di 200 esperti e scrittori si ritroveranno fino a mercoledì a Panama per il  VI Congreso Internacional de la Lengua Española  e fare il punto su una lingua parlata da ormai 500 milioni di persone.  E’ una lingua ricca e in piena evoluzione, e come la definisce El Pais:”lengua polifónica, policéntrica y en expansión”.

Un articolo di Sabogal sul EL PAÍS  lancia l’iniziativa di un “Atlante sonoro della lingua spagnola”:

“EL PAÍS ha pedido a 20 escritores del mundo hispanohablante, más Estados Unidos, que den el pie para crear un Atlas sonoro de las palabras más autóctonas del español. Narradores, poetas y ensayistas han elegido el vocablo que consideran que refleja mejor su país para que los internautas continúen con sus propuestas en el blog Papeles perdidos.”

 

EL PAÍS ha quindi chiesto a 20 scrittori spagnoli e latinoamericani di scegliere una parola che secondo loro riflette nel modo migliore il loro paese.

Mi ha colpito il termine particolare proposto dallo scrittore cileno Antonio Skármeta (l’autore de Il postino di Neruda” vedi post precedenti). Ha scelto la parola cilena “PATIPERRO”. ( da “patiperrear”:  , termine cileno per vagabondare, girovagare) perchè rappresenta la tendenza dei cileni a lasciare il proprio paese per inseguire sogni o per necessità. Come ha spiegato lo scrittore, la conformazione stessa del Cile, stretto tra il mare e le Ande, spinge  i suoi abitanti a rompere i limiti, ad andare oltre:

 “Encerrados en una tierra estrecha entre el mar y la cordillera de los Andes queremos romper límites, curiosear. El patiperreo con el lenguaje nos ha dado grandes poetas.”

 

Questo originale Atlante coincide anche con la presentazione a Panama del’edizione digitale del Diccionario de Americanismos, pubblicato dalla RAE e dall’associazione di 22 Academias de la Lengua.  Questa versione è disponibile per la consultazione gratuita in rete e contiene più di 70.000 entrate e circa 120.000 sinonimi, accezioni e varianti. Davvero prezioso!

 

BACK FROM IRELAND

Dopo un periodo di pausa,  con l’Irlanda nel cuore, riprende Creativepalabras. Come augurio per questo nuovo inizio, ho scelto un famoso Irish Blessing.

Sono numerosi i proverbi, le frasi augurali irlandesi che vengono utilizzate nelle cerimonie, in matrimoni  e in varie occasioni di incontro. Di solito trattano un tema centrale specifico: l’amicizia, l’amore, Dio, la prosperità, ma anche i soldi e il bere. Sacro e profano!

Ecco allora il più famoso e uno dei più antichi Irish blessing, di attribuzione incerta.

 

“May the road rise to meet you.
May the wind be always at your back.
May the sun shine warm upon your face.
And rains fall soft upon your fields.
And until we meet again,
May God hold you in the hollow of His hand.”

 

 

Trad.

“Possa la strada venirti incontro,
il vento essere sempre alle tue spalle
il sole riscaldarti il viso
e la pioggia cadere dolcemente sui tuoi campi
e fino a quando ci rincontreremo
possa Dio tenerti nel palmo della sua mano. “

 

50 ANNI DI “RAYUELA”, IL GIOCO LETTERARIO DI JULIUS CORTÁZAR

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rayuela  compie 50 anni. E’ il romanzo più famoso dello scrittore argentino Julio Cortázar, pubblicato il 28 giugno del 1963 . In italiano il titolo è stato tradotto  “Il gioco del mondo” o “Campana”, in riferimento a  quel gioco che si giocava con gessetto e sassolino facendo uno schema sul marciapiedi.

Il protagonista di Rayuela è  Horacio Oliveira,  un eterno studente argentino che si muove attraverso la città e l’esistenza come attraverso le caselle del «gioco del mondo». Horacio compie un viaggio, al tempo stesso reale e visionario, da Parigi a Buenos Aires,  alla ricerca di sé nell’impossibile tentativo di dare un significato alla vita.  Sarà prima inserviente di un circo – la cui stella è un gatto matematico -, poi impiegato in un manicomio, sempre alla ricerca del Centro, della vera vita e soprattutto di Lucía, «la Maga», inconsapevole depositaria di ogni mistero e pienezza, l’unica che non dimentica che, in fondo, «per arrivare al Cielo servono solo un sassolino e la punta di una scarpa». E’ un uomo che  cerca disperatamente qualcosa, senza sapere esattamente che cosa. E’ il  romanzo della ricerca costante.

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IN NOME DELLA MADRE, ERRI DE LUCA

ERRI DE LUCA

Ho preso in prestito il titolo di un testo singolare e intenso di Erri De Luca – “In nome della madre” –  per un omaggio alla figura della madre,  in occasione dell’imminente ricorrenza. Nel breve romanzo di Erri De Luca la madre è Maria, resa vera, carne e sangue, una donna impaurita ma forte, forte da sfidare leggi e villaggio senza mai abbassare la testa. Una donna che difende suo figlio.

L’immenso coraggio di questa piccola donna esce fuori, perché è solo grazie a lei che tutto si compie. Perché, se

“in nome del padre si inaugura il segno della croce, in nome della madre si inaugura la vita”. Continua a leggere

IL DIRITTO DI SOGNARE, EDUARDO GALEANO

Eduardo Galeano

“Il linguaggio che dice la verità è il linguaggio “Sentipensante”. Quello che è capace di pensare sentendo e di sentire pensando.” (Galeano)

Nell’ultimo post avevo citato il libro Il potere dei sogni di Sepulveda, come omaggio alla letteratura cilena. Sempre nell’ambito della letteratura ispanoamericana, vorrei proporvi un altro invito ai sogni possibili con questo bellissimo testo dello scrittore uruguayano Eduardo Galeano:

IL DIRITTO AL DELIRIO

“Benche’ non possiamo indovinare il tempo che sarà, possiamo avere almeno il diritto di immaginare come desideriamo che sia. Le Nazioni Unite proclamarono le grandi liste dei diritti umani tuttavia la stragrande maggioranza dell’umanità, non ha altro che il diritto di vedere, udire e tacere. Che direste se cominciassimo a praticare il mai proclamato diritto di sognare? Che direste se delirassimo per un istante?
Alla fine del millennio puntiamo lo sguardo oltre l’infamia, per indovinare un altro mondo possibile. Continua a leggere

ASPETTANDO IL 23 APRILE, LA GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO CON EL PAIS

23 Aprile 2013: Giornata mondiale del libro

Mi ha piacevolmente colpito l’ampio spazio che El Pais riserverà alla Giornata mondiale del libro del 23 aprile. Dall’edizione di oggi fino al 24 aprile, una sezione speciale,  “Día del libro 2013”, sarà interamente dedicata alla lettura, i libri e alla letteratura. E’ un invito a leggere, parlare di letteratura  e condividere libri e scoprire nuovi scrittori. Interviste, suggerimenti saranno affidati a cinque esperti blogger della sezione cultura del Pais che, in questo modo, daranno vita a un catalogo di suggerimenti per diversi generi: dalla narrativa, la poesia e il saggio, all’arte, alla cucina, passando anche per la musica e per l’arte. Continua a leggere

“PAROLE E NOTE”, CON PEDRO SALINAS

PEDRO SALINAS

“Parole e note”è un CD particolare, un progetto discografico di Maurizio Rossato (Radio Capital) che unisce musica e poesia. Le letture delle poesie sono affidate a speaker e attori e la musica di sottofondo diventa parte integrante delle parole stess. Il risultato è davvero un connubio coinvolgente.  Tra le poesie scelte predomina la presenza di un autore spagnolo a me caro, Pedro Salinas (1891-1951), poeta che, insieme a Federico Garcia Lorca, Rafael Alberti, Gerardo Diego, Vicente Aleixandre e Luis Cernuda, fece parte della Generazione del 27. Fu un gruppo eccezionale di poeti che condivisero amicizia ed esperienze comuni.

Vorrei citarvi almeno due poesie che sono inserite nel CD e che appartengono all’opera più nota di Salinas, La voz a ti debida (1933). E’ un’opera particolare poichè è costituita da una serie di frammenti in versi – come un monologo ininterrotto di un “io” poeta al “tu”, l’amata – che il poeta stesso ha diviso tipograficamente. Il filo conduttore che unisce questo poema di 2462 versi è un esteso studio dell’amore in cui si alternano la presenza e l’assenza dell’amata. Continua a leggere